Vigilanza sui prodotti naturali
Efficacia e sicurezza dei prodotti naturali
a cura dell’Ambulatorio di Medicina Naturale dell’A.O.U. ”Policlinico G. Martino” – Messina
Interazioni tra erbe e farmaci

Arancio amaro. Interazioni farmacologiche
(a cura di Alessandro Oteri, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università degli Studi di Messina).

Dalla scorza (pericarpo) dell’arancio amaro (Citrus aurantium var. amara) si estraggono due gruppi di principi attivi: quelli volatili, che costituiscono l’olio essenziale contenente monoterpeni (principalmente limonene, ma anche mircene e pinene) e quelli fissi, comprendenti flavonoidi (esperidina e neoesperidina), furanocumarine (auraptene e umbelliferone), principi amari e vitamine (A, B, C) (1).
Il pericarpo del frutto, per il caratteristico sapore amaro ed aromatico, trova impiego come amaro-tonico, stomachico e carminativo e come tale viene utilizzato per stimolare l’appetito e favorire l’aumento ponderale (2). L’essenza possiede attività antibatterica e antifungina e può essere utilizzata per la cura e la prevenzione di numerose malattie dermatologiche e dell’apparato uro-genitale. L’essenza di neroli invece, ottenuta per distillazione dei fiori, ha una buona attività antimicrobica, mentre gli estratti secchi ottenuti dalla scorza del frutto immaturo contengono ammine simpatico-mimetiche (sinefrina) e hanno trovato impiego come prodotti dimagranti (3).
In vitro l’arancio amaro, per la presenza di furanocumarine, è in grado di inibire l’isoforma CYP3A4 del citocromo P-450 e può pertanto interagire con numerosi farmaci metabolizzati da tale sistema (4).
Interazioni farmacologiche sono state osservate in particolare con midazolam e sesquinavir (5). Inoltre, studi sugli animali hanno dimostrato che il succo d’arancia amara può inibire il metabolismo della ciclosporina (6). Inoltre, in uno studio condotto su volontari sani, gli estratti di arancio amaro hanno dimostrato di poter incrementare la biodisponibilità del calcio-antagonista felodipina (5).
Gli estratti di scorza del frutto maturo possono aumentare la gastrolesività dei FANS in quanto incrementano la secrezione cloridro-peptica dello stomaco (2).
Ancora, l’associazione tra sinefrina e inibitori delle MAO può causare l’insorgenza di una grave ipertensione. Infine, associando la sinefrina a fenilefrina, fenilpropanolamina, efedrina o pseudoefedrina, si può verificare un incremento degli effetti simpaticomimetici indotti da tali sostanze.

Link utili:

Bibliografia.

  1. Campanini E. Dizionario di fitoterapia e piante medicinali. Ed. Tecniche Nuove.
  2. Bruneton J. Pharmacognosie, technique et documentation. Ed. Lavuasier, Paris 1993 3a ed. 1999.
  3. Firenzuoli F. interazioni tra erbe alimenti e farmaci. Ed. Tecniche Nuove.
  4. Guo L, Taniguchi M, Chen Q et al: Inhibitory potential of herbal medicines on human cytochrome P450-mediated oxidation: Properties of Umbelliferous or Citrus crude drugs and their relative prescriptions. Jpn J Pharmacol 2001; 85(4):399-408.
  5. Malhotra S, Bailey D, Paine M et al: Seville orange juice-felodipine interaction: comparison with dilute grapefruit juice and involvement of furocoumarins. Clin Pharmacol Ther 2001; 69:14-23.
  6. Hou YC, Hsiu SL, Tsao CW et al: Acute intoxication of cyclosporin caused by coadministration of decoctions of the fruits of Citrus aurantium and the Pericarps of Citrus grandis. Planta Med 2000; 66(7):653-655.
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