Vigilanza sui prodotti naturali
Efficacia e sicurezza dei prodotti naturali
a cura dell’Ambulatorio di Medicina Naturale dell’A.O.U. ”Policlinico G. Martino” – Messina
Interazioni tra erbe e farmaci

Biancospino. Interazioni farmacologiche.
(a cura di Alessandro Oteri, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università degli Studi di Messina).

Il biancospino (Crataegus oxiacantha, Crataegus monogyna) viene comunemente utilizzato come cardiotonico di mantenimento nel trattamento dello scompenso cardiaco, come antiaritmico ed antiipertensivo. Viene inoltre utilizzato per il trattamento dell’insonnia, di stati ansiosi e di disturbi gastrointestinali.
I principali componenti della pianta, presenti nelle foglie e nelle sommità fiorite, comprendono: flavonoidi (quali kaempferolo, quercitina, iperoside e vitexina; proantocianidine), amine biogene (quali feniletilamina, O-metossifeniletilamina e tiramina), tannini, glicosidi cianogenetici e saponine (1).
A livello cardiaco il biancospino determina un effetto inotropo positivo (aumento della forza di contrazione del cuore) riconducibile all’inibizione della AMP-c fosfodiesterasi da parte dei flavonoidi, un effetto cronotropo negativo (riduzione della frequenza cardiaca), un effetto dromotropo positivo (aumento della conduzione atrio-ventricoloare) ed un effetto batmotropo negativo (riduzione dell’eccitabilità cardiaca) (2,3).
La pianta determina inoltre rilascio della muscolatura liscia vasale con conseguente vasodilatazione (in particolare a livello coronarico) e riduzione delle resistenze periferiche.
L’effetto sedativo è stato invece attribuito alle proantocianidine.
In vitro numerosi costituenti del biancospino hanno mostrato la capacità di inibire la biosintesi di trombossano A2. Pertanto la somministrazione concomitante di farmaci antiaggreganti piastrinici e di prodotti erboristici contenenti biancospino può comportare un maggiore rischio di sanguinamento. Tale associazione dovrebbe quindi essere evitata (4).
Inoltre i prodotti a base di biancospino possono potenziare l’effetto della digossina attraverso un meccanismo di tipo farmacodinamico. In un recente studio condotto su 8 volontari sani, sottoposti per tre settimane alla somministrazione concomitante di digossina (0.25 mg al giorno) e biancospino (450 mg due volte al giorno), è stato osservato che alle dosi utilizzate i parametri farmacocinetici della digossina non vengono alterati dalla contemporanea somministrazione di biancospino. Pertanto, in queste condizioni terapeutiche gli autori ritengono tale associazione piuttosto sicura (5).
Infine, possibili interazioni farmacologiche possono manifestarsi associando il biancospino a farmaci antipertensivi, antianginosi ed antiaritmici (6).

Bibliografia.

  1. Bruneton J. Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants, second ed., Lavoisier Publishing, Paris, 1999, p. 330.
  2. Della Loggia R. Piante officinali per infusi e tisane, OEMF, Milano 1993.
  3. Costa, R, et al.. Comparative study of the cardiovascular activity of the young shoots, leaves and flowers of Crataegus oxyacantha: 3. Protective action on the isolated rat heart against arrhythmogenic agents and reperfusion arrhythmias. Plantes Medicinales Et Phytotherapie 1986; 20: 115-128.
  4. Vibes J, et al: Inhibition of thromboxane A2 biosynthesis in vitro by the main components of Crataegus oxyacantha (Hawthorn) flower heads. Prostaglandins Leukot Essent Fatty Acids 1994; 50:173-175.
  5. Tankanow R, et al.: Interaction study between digoxin and a preparation of hawthorn (Crataegus oxyacantha). J Clin Pharmacol 2003; 43:637-642.
  6. Rigelsky JM, Sweet BV. Hawthorn: pharmacology and therapeutic uses. Am J Health Syst Pharm. 2002; 59: 417-22.
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