Dalla letteratura


INTERAZIONE TRA WARFARINA E MEDICINE COMPLEMENTARI
(riferito da Attia MF, Bailey MCE. Warfarin/Complementary Medicine Interaction (letter). The Australian Journal of Hospital Pharmacy 2000:30: 23)

Una donna di 68 anni, di origine vietnamita ma nata in Australia, venne ricoverata al Bankstown-Lidcombe Hospital il 5 novembre 1999, lamentando perdita di peso, anoressia, malessere, dolore alle gambe, incontinenza urinaria e incontinenza fecale nel corso delle due settimane precedenti. Era da poco ritornata dal Vietnam dove aveva soggiornato per otto mesi. Una diagnosi provvisoria ipotizzò una recidiva di sarcoma con metastasi.
Al momento del ricovero, la paziente viveva con la figlia ed assumeva i seguenti farmaci: gliclazide (40 mg/bid), doxepina (50 mg la sera), atenololo (50 mg/die), insulina a dosi scalari, e MS Contin (30 mg la notte). Non assumeva aspirina o altri antinfiammatori non steroidei, né beveva alcolici.
Il suo ricovero di sei settimane fu complicato da un'ulcera duodenale perforata (che richiese un trattamento chirurgico), da un embolia polmonare e da un'infezione urinaria da Escherichia Coli. Oltre ai farmaci già menzionati, nel corso della degenza la paziente fu trattata con metronidazolo (dal 12 al 16 novembre e dal 14 al 15 dcembre), ceftriaxone (dal 26 novembre al 1 dicembre), gentamicina (dal 26 al 29 novembre e dall'11 al 14 dicembre), eparina (dal 5 al 17 novembre e dal 2 all'8 dicembre), dalteparina (dal 9 al 16 dicembre) e warfarin che le fu somministrato a partire dal 12 dicembre. Non fu tuttavia possibile stabilizzare il suo INR (International Normalised Ratio) ai valori terapeutici (2.0-4.5).
Il 17 dicembre il farmacista dell'ospedale notò che la figlia della paziente massaggiava i piedi della madre con un preparato a base di medicine alternative. Tramite un interprete si seppe dalla paziente che si trattava di una medicina complementare asiatica. Successivamente si appurò che era costituita per il 50% da metilsalicilato. Il farmacista riferì la cosa ai medici e suggerì alla paziente e alla figlia di evitare tale preparazione, notificando il suo intervento nelle note cliniche. La paziente fu successivamente dimessa dall'ospedale e trasferita in una clinica, dove fu sottoposta a trattamento con warfarina (1 mg/die). Una ricerca sugli oli per massaggi disponibili presso una drogheria vietnamita presente a Bankstown, rilevò cinque diverse preparazioni complementari che contenevano dal 15 al 40% di metilsalicilato.
Gli autori ipotizzano che l'assorbimento di metilsalicilato, contenuto nel linimento, fosse in quantità sufficienti a potenziare l'attività anticoagulante del warfarin, con conseguente aumento eccessivo dell'INR. In letteratura esistono pubblicazioni sull'interazione tra metilsalicilato per uso topico e il warfarin.1-4

Bibliografia:

  1. Chan TY. Potential dangers from topical preparations containing methylsalicylate. Hum Exp Toxicol 1996; 15: 747-50.
  2. Ramanathan M. Warfarin-topical salicylate interactions: case reports. Med J Malaysia 1995; 50: 278-9.
  3. Yip AS, Chow WH, Tai YT, Cheung KL. Adverse effect of topical methylsalicylate ointment on warfarin anticoagulation: an unrecognized potential hazard. Postgrad Med J 1990; 66: 367-9.
  4. Chow WH, Cheung KL, Ling HM, See T. Potentiation of warfarin anticoagulation by topical methylsalicylate ointment. J R Soc Med 1989; 82: 501-2.

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