Dalla letteratura


INTERAZIONI ERBE-FARMACI: POTENZIALMENTE IMPORTANTI, MA PURTROPPO POCO INDAGATE
(riferito da Ernst E. Herb-drug interactions: potentially important but woefully under-researched. Eur. J. Clin. Pharmacol. 2000; 56: 523-524)

Il dottor E. Ernst , del Department of Complementary Medicine dell'Università di Exeter (UK), ha pubblicato la sotto riportata Tabella in un editoriale dal titolo volutamente provocatorio apparso sul Giornale Europeo di Farmacologia Clinica.

Tabella. Interazioni tra le sette piante medicinali più vendute negli Stati Uniti nel 1998 e farmaci convenzionali (1-11)

Pianta

Potenziale di rischio

Casi pubblicati

Ginkgo biloba

Aumentato effetto degli anticoagulanti

  1. Aumento del tempo di sanguinamento ed emorragia cerebrale in un paziente che assumeva warfarin.
  2. Emorragia oculare da somministrazione concomitante di aspirina.
  3. Ipertensione in un paziente che assumeva concomitantemente un diuretico tiazidico.

Iperico

Può incrementare gli effetti degli IMAO e degli SSRI.

Riduce gli effetti degli anticonvulsivanti e  degli antidiabetici.

Aumenta la fotosensibi-lità causata da altri farmaci.

Prolunga il sonno indotto dai barbiturici.

  1. Diversi casi di riduzione dei livelli plasmatici di ciclosporina.
  2. Un caso di riduzione della concentrazione di teofillina.
  3. Diversi casi di alterazione del ciclo mestruale in soggetti che assumevano contraccettivi orali.
  4. Diversi casi di ridotta efficacia degli anticoagulanti.
  5. Uno studio su volontari umani ha mostrato una riduzione della concentrazione dell’indinavir (inibitore delle proteasi).
  6. Uno studio ha mostrato una riduzione dei livelli di digossina.
  7. Un caso di delirio possibilmente dovuto ad interazione con radice di valeriana o con loperamide.
  8. Un caso di letargia temporanea possibilmente dovuto ad interazione con paroxetina.
  9. Nove casi di sindrome serotoninergica dovuti ad interazione con farmaci inibitori dell’uptake della serotonina.

Ginseng (Panax)

Può inibire il metabolismo dell’esobarbital.

Può aumentare l’eliminazione delle vitamine B1, B2 e C.

Può interagire con farmaci per l’apparato cardiovacolare; anti- ipo ed ipertensivi e ipoglicemizzanti.

  1. Riduzione dell’INR in un paziente che assumeva warfarina.
  2. Allucinazioni in un paziente in trattamento con fenelzina.
  3. Insonnia e depressione in un paziente in trattamento con fenelzina.

Aglio

Può aumentare gli effetti degli anticoagulanti e degli antiaggreganti.

  1. Due casi di prolungato INR in pazienti in trattamento con anticoagulanti orali.

Echinacea

Può contrastare gli effetti degli immunosoppressori

Nessun caso riportato.

Serenoa repens

Può interagire con una eventuale terapia ormonale.

Nessun caso riportato.

Kava

Potenziamento di altri ansiolitici.

Può aumentare i sintomi del Parkinson in pazienti in trattamento con levodopa.

  1. Letargia profonda in un soggetto in trattamento con alprazolam.

Ha cercato in letteratura i dati sulle potenziali interazioni delle 7 erbe medicinali più vendute negli Stati Uniti nel 1998(12).
Pur aumentando le evidenze sperimentali (e cliniche) sulla efficacia di tali erbe medicinali, il dottor Ernst si domanda se "queste erbe siano più utili che nocive".
La risposta a questa domanda è difficile perché:

  1. le erbe medicinali contengono più di un principio attivo e non si sa ancora quali siano farmacologicamente importanti e quali no;
  2. la molteplicità di principi attivi nelle erbe medicinali aumenta la possibilità di interazioni fra erbe e farmaci;
  3. i consumatori di erbe medicinali spesso sono affetti da patologie croniche, per le quali con molta probabilità assumono contemporaneamente altri farmaci(13);
  4. la mancanza di informazioni sul meccanismo d'azione dei principi attivi delle erbe medicinali impedisce di fatto di prevedere quali informazioni fornire ai consumatori, anche in assenza di dati clinici.

Sempre nello stesso editoriale l'autore si pone la domanda del "perché in letteratura sono riportati ben pochi casi di interazioni tra erbe e farmaci". Fornisce alcune risposte:

  1. tali interazioni potrebbero essere realmente rare;
  2. tali interazioni potrebbero non essere segnalate.

Poiché è dimostrato che anche per gli eventi avversi noti esiste una sotto segnalazione(14), è probabile che tenda a zero la segnalazione di eventi clinici che non hanno una plausibile spiegazione, proprio perché non siamo a conoscenza del meccanismo d'azione ["Per esempio, chi avrebbe pensato ad un'interazione tra iperico e warfarina un anno fa di fronte ad un INR (international normalised ratio) alterato? Quale medico sa se il suo paziente ha deciso di automedicarsi con l'iperico per una forma di depressione lieve? Chi è al corrente della recente scoperta che l'iperico interferisce col metabolismo o l'eliminazione degli anticoagulanti orali e di altri farmaci?"]

Secondo Ernst, ne scaturiscono tre messaggi, uno per il personale sanitario, uno per i produttori ed uno per le autorità sanitarie.
Per il personale sanitario: "A dispetto della scarsità di informazioni attendibili, disponibili al momento, il messaggio per il personale sanitario sembra chiaro: dovremmo almeno inserire routinariamente domande riguardanti l'uso di erbe medicinali nella raccolta dell'anamnesi"(15).
Per i produttori: "Le interazioni devono essere sistematicamente ricercate ed i risultati della ricerca devono essere portati a conoscenza ampiamente e rapidamente" Per le autorità sanitarie: Poiché "la mancanza dell'evidenza di rischi non equivale alla assenza di rischio". è venuto il momento di riconsiderare le regolamentazioni delle erbe medicinali, alla luce del fatto che hanno la potenzialità di "beneficio e rischio"

Bibliografia

  1. Boon H, Smith M: The botanical pharmacy. Quarry Press, Kingston, Canada. 1999.
  2. Ernst E: Possible interactions between synthetic and herbal medicinal products. Part 1: a systematic review of indirect evidence. Perfusion. 2000; 13: 4-15.
  3. Fugh-Berman: A herb-drug interactions. Lancet 2000; 355: 134-138.
  4. Ernst E: Possible interactions between synthetic and herbal medicine products. Part 2: a systematic review of direct evidence. Perfusion 2000; 13: 60-70.
  5. Brinker F: Herb contraindications and drug interactions. Eclectic Medical Publications, Sandy, Oregon 1998.
  6. Meletis CD, Jacobs T: .Interactions between drugs and natural medicines. Eclectic Medical Publications, Sandy, Oregon. 1998
  7. Ernst E: Second thoughts about the safety of St John's wort. Lancet 1999:354: 2014-2016.
  8. Piscitelli SC, et al: Indinavir concentrations and St John's wort . Lancet 2000; 355: 547-548
  9. Ruschitzka F, et al: Acute heart transplant rejection due to St John's wort. Lancet 2000; 355: 548-549
  10. Yue QY, et al, Safety of St. John's wort (Hypericum perforatum). Lancet 2000;355: 576-577
  11. Johne A,et al.: Pharmacokinetic interaction of digoxin with an herbal extract from St John's wort (Hypericum perforatum). Clin Pharmacol Ther 1999; 66: 338-345
  12. Blumenthal M: Herb market levels after years of boom. HerbalGram 1999; 47: 64-65.
  13. Eisenberg D, et al.:. Trends in alternative medicine use in the United States, 1990-1997. JAMA 1998; 280: 1569-1575.
  14. McGehigan P, et al.: Reporting of adverse drug reactions by hospital doctors and the responses to intervention. Br J Clin Pharmacol 1997; 44: 98-100
  15. Eisenberg DM: Advising patients who seek alternative medical therapies. Ann Int Med 1997; 127: 61-69.

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