Dalla letteratura


SHOCK ANAFILATTICO DA INIEZIONE SOTTOCUTANEA DI MANDRAGORA D3, UN FARMACO OMEOPATICO
(riferito da Helbling A, Brander KA, Pichler WJ, Müller UB. Anaphylactic shock after subcutaneous injection of mandragora D3, a homeopathic drug. J All Clin Imm 2000; 106: 989)

Una donna di 32 anni, senza una precedente storia di atopia o ipersensibilità al cibo, iniziò una terapia omeopatica prescritta dal suo medico di famiglia per un fastidioso dolore alla spalla. La terapia consisteva in iniezioni sottocute di 0,3 ml di mandragora D6 (2 volte/settimana), successivamente aumentata in dose e potenza fino a D3, secondo le raccomandazioni del suo medico di famiglia.
Nonostante la donna riportasse rigonfiamenti locali ricorrenti dopo le iniezioni fatte da sé, dopo 4 mesi il medico iniziò a fare molte piccole iniezioni di una soluzione (2 ml) di mandragora D3 a livello della spalla e del gomito. Circa 5 minuti dopo tali iniezioni, comparvero formicolii a livello del palmo delle mani e a livello del cuoio capelluto, nausea, gonfiore alle labbra e palpebre.
Comparvero inoltre severa dispnea e crampi a livello dell'addome inferiore. Nei minuti successivi la paziente ebbe un collasso e perse conoscenza e inoltre si verificò perdita involontaria delle feci.
Dopo un iniziale trattamento di emergenza, la paziente fu ricoverata nell'unità di terapia intensiva di un vicino ospedale e fu dimessa 24 ore dopo.
Furono effettuati prick test cutanei con un pannello di comuni allergeni inalanti, con mandragora D3 e con polvere di radice cruda e fu dimostrata una reazione positiva (ponfo) alla mandragora D3 e alla polvere di radice, ma non agli allergeni inalanti.
Dieci soggetti controllo atopici non risultarono positivi al prick test alla mandragora D2 (una concentrazione 10 volte più elevata del D3). Non vennero rilevati anticorpi IgE specifici per mandragora nel siero di pazienti mediante il sistema sperimentale ImmunoCAP FEIA, 3-4 mesi dopo la reazione sopra descritta.

La Mandragora (Mandragora officinarum) è una pianta appartenente alle Solanaceae, famiglia delle morelle. Gli estratti della sua radice contengono alcaloidi del tropano, quali l'atropina e la scopolamina, che vengono usati in omeopatia(1). Una soluzione del gambo per uso omeopatico (D1) è costituita da circa 0,3 mg/ml di questi alcaloidi. Ad ogni modo, per le iniezioni, la soluzione del gambo viene diluita fino a 100.000 volte (D6).
Le medicine omeopatiche in genere derivano da prodotti con una vecchia tradizione nella fitoterapia. Sebbene sia noto che i fitoterapici causano diversi effetti collaterali, si ritiene che alcuni preparati omeopatici siano troppo diluiti da indurre effetti collaterali, e le reazioni di ipersensibilità siano rare(2).
Il caso sopra descritto dimostra che il trattamento omeopatico può stimolare severi sintomi allergici con evidenze in vivo di sensibilizzazione a questa sostanza. Perciò gli estratti delle piante utilizzati come rimedi omeopatici possono ancora contenere determinanti antigenici che sono riconosciuti dalle cellule T e dagli anticorpi IgE (come rivelato dalla positività del patch test). Queste componenti possono indurre sensibilizzazione alle ripetute iniezioni sottocutanee di piccole dosi, come mostrato per l'estratto di mandragora.
In conclusione, i rimedi omeopatici contenenti estratti di piante(3) possono avere ancora una potenziale attività allergizzante e non possono essere considerati assolutamente "sicuri".

Bibliografia

  1. McGuffin M, et al. Botanical safety handbook: Mandragora officinarum L. Boca Raton (FL): CRC Press; 1997. p 73, 133-134.
  2. Nyffeler B, Pichler WJ. The lymphocyte transformation test for the diagnosis of drug allergy: sensitivity and specificity. Clin Exp Allergy 1997; 27: 175-181.
  3. Vickers A, Zollman C. Homoeopathy: ABC of complementary medicine. BMJ 1999; 319: 1115-1118.

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