Dalla letteratura


EPATOTOSSICITÀ DA KAVA
(riferito da Russmann S, Lauterburg BH, Helbling A. Kava hepatotoxicity. Ann Intern Med 2001; 135: 68-69)

Una donna di 35 anni, che aveva assunto 210 mg/die di kava (sotto forma di lattone di kava) per 3 settimane ed aveva interrotto tale assunzione per 2 mesi, ricominciò ad utilizzare lo stesso fitoterapico per problemi di insonnia ed ansia. Dopo tre settimane dalla nuova assunzione, a seguito dell'assunzione di 60 grammi di alcol, sviluppò malessere, inappetenza ed ittero. I livelli degli enzimi epatici risultarono i seguenti: aspartato aminotrasferasi 2450 U/L, alanina aminotrasferasi 2430 U/L, bilirubina totale 23 mg/dl, fosfatasi alcalina 299 U/L. Risultarono normali o negativi il tempo di protrombina, la ricerca di autoanticorpi e quella di antigeni virali, eccezion fatta per un basso livello di IgM anti virus di Epstein-Barr. La biopsia epatica rilevò i segni di un'infiltrazione portale, necrosi, distruzione dei dotti interlobulari ed una colestasi canalicolare.
Un esame di trasformazione linfocitaria (1) mise in evidenza un'alta concentrazione di linfociti T reattivi alla kava (indice di stimolazione, 13,2). L'attività fenotipica del citocromo P4502D6 stimolata dalla debrisochina dimostrò che la paziente era una metabolizzatrice lenta.
Gli enzimi epatici tornarono alla norma entro 8 settimane dall'interruzione dell'uso dell'erba medicinale.
Il risultato dell'esame istologico ed i risultati del test di trasformazione linfocitaria sono compatibili con una reazione immuno-mediata, possibilmente dovuta ad un metabolita reattivo. Nell'uomo, i lattoni della kava vengono metabolizzati attraverso un meccanismo di idrossilazione (2), ma gli enzimi coinvolti non sono stati ancora identificati.
Questi dati sono un forte supporto all'idea che i composti a base di kava siano epatotossici e che la carenza di citocromo P4502D6 sia un fattore di rischio per questa erba medicinale, così come per il farmaco antianginoso, perexilina (3).

Bibliografia

  1. Nyfeler B, Pichler WJ. The lymphocyte transformation test for the diagnosis of drug allergy: sensitivity and specificity. Clin Exp Allergy. 1997;27:175-81.
  2. Schmid B et al. Polymorphic dextromethorphan metabolism: co-segregation of oxidative O-demethylation with debrisoquin hydroxylation. Clin Pharmacol Ther. 1985; 38:618-24.
  3. Morgan MY et al. Impaired oxidation of debrisoquine in patients with perhexiline liver injury.Gut 1984; 25: 1057-1064.

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