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Dalla letteratura
SEGNALAZIONI DI TOSSICITÀ EPATICA DA KAVA IN CANADA
(riferito da Wooltorton E. Herbal kava: reports of liver toxicity. CMAJ 2002; 166: 777)
Il Ministero della Salute canadese avvisa che i prodotti contenenti kava non dovrebbero essere usati (1). Tale sostanza è contenuta in una serie di preparazioni erboristiche ed omeopatiche per rilassare, per trattare l'ansia e per indurre il sonno. Il Ministero della Salute canadese non è a conoscenza di tutti gli eventi avversi da kava, verificatisi in Canada, ma la Food and Drug Administration di recente ha pubblicato una lettera di allarme riguardante 25 segnalazioni di tossicità epatica grave, verificatisi in Germania e Svizzera, tra cui casi di cirrosi, epatite ed insufficienza epatica. E' anche citato un caso negli Stati Uniti di una giovane donna, prima in buona salute, che ha subito un trapianto di fegato dopo avere assunto un supplemento contenente kava (2).
La kava è un derivato del Piper methysticum (3). Il suo estratto viene utilizzato nelle tradizionali bevande ricreazionali in molti paesi del Sud del Pacifico (3,4). Nelle società occidentali, la kava è utilizzato come prodotto da banco, come ansiolitico, miorilassante, sedativo, per migliorare l'umore e per il trattamento della sindrome premestruale (1,2).
Una recente meta-analisi ed un'analisi del Cochrane ha concluso che l'estratto di kava può essere più efficace del placebo come ansiolitico a breve termine (5,6), attraverso un meccanismo non ben definito. Nei trial clinici sono state utilizzate preparazioni di kava alla dose di 70-240 mg di estratto secco fino a 3 volte al dì (4,7). Tuttavia, molti prodotti contenenti kava con i numeri di identificazione del farmaco nel database del Ministero della Salute canadese contengono una dose di 2000-3000 mg di estratto per compressa (8).
Sono stati osservati diversi effetti farmacologici della kava, tra cui l'inibizione delle piastrine, difficoltà nell'accomodazione visiva, fotosensibilità e possibile attività antidopaminergica. Perciò si raccomanda di non usare la kava associata ad anticoagulanti, antiaggreganti, antipsicotici o nei pazienti con morbo di Parkinson (3,10). La kava può anche aumentare gli effetti di altri farmaci che agiscono centralmente come le benzodiazepine e l'alcool (9).
L'uso prolungato di kava, specialmente ad alte dosi (400 mg) (3), è stato associato alla comparsa di cute gialla, secca e a scaglie (dermopatia da kava) attraverso un meccanismo sconosciuto; l'effetto può essere reversibile una volte sospeso il farmaco (4). Altri possibili effetti avversi sono l'atassia, la caduta dei capelli, la riduzione dell'udito e l'anoressia (4).
Il Ministero della Salute canadese sta conducendo una valutazione della sicurezza per determinare se è necessario prendere qualche decisione (ad esempio il ritiro del prodotto) sui prodotti contenenti kava. Nel frattempo, i consumatori sono avvisati di non usare tale sostanza (1).
Ai medici viene chiesto di analizzare i casi di tossicità epatica e di segnalare al Ministero della Salute canadese tutti gli eventi avversi che possono essere legati all'uso di kava. Inoltre, si suggerisce agli operatori sanitari di chiedere ai pazienti con segni e sintomi di possibile epatopatia se fanno uso di erbe medicinali.
In particolare, se viene trattato un paziente per stress, ansia, insonnia o sindrome premestruale, bisogna
chiedere se assume rimedi erboristici e nel caso avvertirlo dei pericoli associati alla kava.
Inoltre bisogna avvertire i pazienti con epatopatia o morbo di Parkinson e coloro che consumano alcool o che assumono benzodiazepine o antipsicotici che, qualora visitino paesi in cui la kava è impiegata a scopo ricreazionale, la sua assunzione può essere pericolosa.
Bibliografia
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