Vigilanza sui prodotti naturali
Efficacia e sicurezza dei prodotti naturali
a cura dell’Ambulatorio di Medicina Naturale dell’A.O.U. ”Policlinico G. Martino” – Messina
Articoli dalla letteratura

NEOFORMAZIONE MALIGNA UROTELIALE E NEFROPATIA DA ERBE CINESI
(Riferito da GM Lord, T Cook, VM Arlt, HH Scheimer, G Williams, CD Pusey: Urothelial malignant disease and chinese herbal nephropathy. Lancet 2001; 358: 1515-1516)

Il caso
Una donna di 49 anni, che a causa di un eczema aveva assunto per circa due anni una preparazione erboristica contenente acido aristolochico, sviluppò insufficienza renale all'ultimo stadio e venne messa in dialisi.
Dopo circa 3 anni fu sottoposta a trapianto renale da cadavere la funzionalità renale venne ristabilita. Per evitare il rigetto fu sottoposta a terapia standard (1) a base di immunosoppressori (corticosteroidi, ciclosporina ed azatioprina).
Vennero effettuati esami citologici ogni 3 mesi senza riscontrare la presenza di cellule maligne.
Tre anni dopo il trapianto una ecografia renale mise in evidenza un'idronefrosi al rene sinistro, quello nativo, della paziente.
In base alle possibili proprietà carcinogeniche dell'acido aristolochico evidenziate da uno studio di coorte belga, venne eseguita una nefroureterectomia. Gli esami citologici evidenziarono un carcinoma multifocale della cellule transizionali localizzato nell'uretere. Nella pelvi renale si evidenziarono aree di metaplasma squamosa.
La paziente venne sottoposta ad una nefrectomia del rene trapiantato. Anche in questo caso l'esame citologico mostrò un carcinoma invasivo a cellule transizionali in sede pelvica ed ureterale. Sui campioni freschi di entrambi i reni e degli ureteri prelevati dopo la seconda operazione venne rilevata la presenza di elevate concentrazioni di complessi di acido aristolochico e DNA, cosa già messa in evidenza dallo studio di coorte belga (2).

Commento.
La nefropatia da erbe cinesi (NEC) è causata dall'ingestione di erbe medicinali contenenti acido aristolochico ed è causa di insufficienza renale progressiva (1,3,4). Quest'acido causa un caratteristico quadro anatomo-patologico di fibrosi interstiziale renale associata ad una grave atrofia tubulare, lasciando intatta l'architettura glomerulare. In una coorte di pazienti che hanno sviluppato un'insufficienza renale all'ultimo stadio causata da erbe medicinali cinesi, l'acido aristolochico, è stato implicato come agente causale del carcinoma uroteliale (2).

Bibliografia

  1. Lord GM et al. Nephropathy caused by chinese herbs in UK. Lancet 1999; 3547:481-82.
  2. Nortier JL et al. Urothelial carcinoma associated with the use of Chinese herb (Aristolochia Fanghi). N Engl J Med 2000; 342:1686-92.
  3. Vanherweghem JL et al. rapidly progressive interstitial renal fibrosis in young women: association with slimming regimen including Chinese herbs. Lancet 1993; 341:387-91.
  4. Shum S. Chinese herbs and urothelial carcinoma. N Engl J Med 2000; 343:1268-69.

Torna all'elenco degli articoli dalla letteraturaTorna all'elenco degli articoli
Vigilanza sui prodotti naturali | Sicurezza | Efficacia | Monografie | Normativa | Congressi | Links | Libri | Come segnalare | Farmacovigilanza.org

[ Fitovigilanza | Questionario | Corsi | Link | News | Interazioni | Prima segnalazione | Articoli | Congressi | Libri | farmacovigilanza.org ]