Crisi ipertensiva associata all'uso di iperico
(riferito da Patel S, Robinson R, Burk M. Hypertensive crisis associated with St. John's wort. American Journal of Medicine 2002; 112: 507-508)
Caso clinico
Un uomo di 41 anni venne portato al pronto soccorso avendolo la moglie trovato confuso e disorientato al suo ritorno a casa. L'uomo aveva assunto iperico.
Una prima valutazione clinica rivelò una frequenza cardiaca di 115 battiti al minuto, una pressione arteriosa di 210/140 mm Hg, una frequenza respiratoria di 16 atti al minuto ed una temperatura corporea di 37,4 C°. Il paziente non riusciva a rispondere alle domande che gli venivano poste per capire cosa era avvenuto durante l'assenza della moglie (circa 8 ore) e non ricordava neanche la sua data di nascita. Il suo eloquio era confuso. Il resto della visita non rilevò nulla di rilevante. Elettroliti, transaminasi, ossigeno ed anidride carbonica, ormoni tiroidei erano normali. La troponina I ematica era indosabile. La TAC alla testa, al torace ed ai surreni risultò negativa. All'esame delle urine vennero riscontrati valori normali di catecolamine e loro metaboliti. L'elettrocardiogramma ed il dosaggio degli enzimi cardiaci esclusero una qualsiasi forma di ischemia cardiaca e la presenza di aritmie.
All'anamnesi si scoprì che da 7 giorni il paziente assumeva iperico per ridurre lo stress lavorativo, alle dosi indicate nella confezione del prodotto. Non assumeva altri farmaci né vitamine o altre erbe medicinali. Il giorno del ricovero aveva mangiato formaggio invecchiato e bevuto un bicchiere di vino.
Gli venne somministrata fentolamina per via endovenosa e labetololo in compresse per abbassare i livelli pressori. Dopo due ore la pressione scese a 160/100 mm Hg, con risoluzione del delirio e condizioni cliniche stabili per tutta la notte.
Il giorno seguente venne dimesso e gli venne prescritto labetololo per os.
Da quel momento venne attentamente seguito senza però essere di nuovo ricoverato.
Commento
Esiste una relazione temporale tra assunzione regolare di iperico e crisi ipertensiva accompagnata da delirio. Inoltre, sia esami di laboratorio che radiologici hanno escluso tutte le altre possibili cause di ipertensione o delirio.
Il picco del delirio e dell'ipertensione dopo l'assunzione di cibo ricco di tiramina è molto suggestivo di ipertensione associata all'uso di inibitori della monoamino-ossidasi (MAO). Studi in vitro hanno dimostrato che l'iperico è un potente inibitore della MAO, ma alla dose raccomandata dai produttori questo effetto non è contemplato (1). Quindi, la crisi ipertensiva del paziente potrebbe essere mediata da un altro inibitore della MAO oppure da un'altro componente, sconosciuto ma biologicamente attivo, contenuto nell'iperico e dotato di tale attività farmacologica.
Bibliografia