Reazione avversa causata da un supplemento dietetico in una paziente anziana
(Riferito da Sleeper RB e Kennedy SM, Adverse reaction to a dietary supplement in an elderly patient. Ann Pharmacother 2003; 37: 83-86)
Caso clinico
Una donna bianca di 92 anni era ospitata da circa un anno in una casa di cura. Nell’anamnesi erano presenti demenza con agitazione, scompenso cardiaco congestizio, glaucoma ed ipotiroidismo per le quali era trattata, in maniera stabile da 6 mesi, con:
Allo schema terapeutico sopra descritto, negli ultimi due mesi era stato associato, e solo per due volte, una compressa di paracetamolo (325 mg). Nonostante riferisse ipotiroidismo, non era in trattamento farmacologico e gli esami di laboratorio indicavano una funzionalità tiroidea nella norma.
Negli anni la paziente aveva avuto condizioni stabili ed era stata ripetutamente visitata e sottoposta a esami di laboratorio per valutare: emocromo, urine, profilo lipidico, funzionalità tiroidea e dosaggio di vitamina B12 e folato. Tutti i valori erano sempre risultati normali tranne
Questi valori non superavano di 3 volte quelli basali e i markers per virus patitici erano risultati normali.
La comparsa improvvisa di ittero impose di controllare nuovamente gli enzimi epatici che risultarono:
Il mese successivo venne effettuato un check-up completo che rivelò:
A distanza di un mese l’ittero persisteva e la paziente cominciò a manifestare confusione mentale. Vennero ripetuti i test di funzionalità epatica con:
Venne quindi richiesta una consulenza farmaceutica per investigare su un possibile danno epatico da farmaci. Venne effettuata una ricerca in letteratura per tutti i farmaci che la paziente assumeva e si riscontrarono rari casi di epatite associata all’uso di furosemide (1), risperidone (2) ed aspirina (3). Come raccomandazione iniziale, venne consigliato alla paziente di sospendere il Double X Multivitamin e venne richiesto un follow-up dopo 1 settimana ed 1 mese dalla sospensione.
Dopo una settimana dalla sospensione del complesso vitaminico i test di funzionalità epatica rivelarono:
L’esame obbiettivo era negativo per ittero generalizzato o sclerale. Le sue condizioni mentali ritornarono allo stato basale. Dopo un mese vennero ripetuti gli esami di laboratorio che rilevarono:
Due settimane dopo i valori continuarono ad essere nella norma.
Discussione
È ormai da tempo nota la possibilità che le erbe medicinali causino alterazioni dei parametri di funzionalità epatica (4-9). Nonostante ciò la potenziale epatotossicità di tali prodotti viene trascurata, da un lato a causa dell’erroneo convincimento che naturale vuol dire sicuro e dall’altro per le difficoltà da parte del personale sanitario di reperire informazioni riguardo la tossicità di tali prodotti.
Il caso sopra descritto può essere considerato esemplificativo di diagnosi differenziale di epatotossicità indotta da erbe medicinali, quando in un paziente si manifestano segni e sintomi di epatite.
In base a ciò che viene riportato nel foglietto illustrativo, il Double X Multivitamin-Multimineral è un composto a base di “AWP concentrate”, cioè:
La correlazione tra epatite e la miscela di erbe che la paziente assumeva, si basa sull’associazione temporale ed dechallenge positivo, cioè sospensione dell’assunzione con risoluzione sia della sintomatologia che dei test di funzionalità epatica.
Questa correlazione viene ulteriormente rafforzata dall’innalzamento dei cronico dei valori di laboratorio che persistette durante tutto l’anno in cui la paziente assunse il supplemento, prima dell’episodio acuto. Inoltre, non solo gli enzimi epatici ritornarono nelle norma (ad eccezione della fosfatasi alcalina, che non si normalizzò ma che si abbassò drasticamente) ma tutti gli altri valori ritornarono ai livelli del giorno del ricovero nella casa di cura. Applicando l’algoritmo di Naranjo (10) l’imputabilità del supplemento nella reazione epatica risulta probabile.
I dati della letteratura propongono due potenziali meccanismi di epatotossicità indotta da erbe medicinali, una intrinseca, in cui è un componente dell’erba che causa direttamente danno all’epatocita oppure idiosincrasica in cui tali componenti precipitano una situazione patologica preesistente (8). Comunque l’esatto meccanismo resta ancora sconosciuto.
Un prodotto a base di molte erbe, traducibili un una molteplicità di composti attivi, rende complicato capire quale effettivamente abbia causato il danno epatico. In aggiunta, una poco chiara regolamentazione sulla standardizzazione degli integratori dietetici, rende possibile la presenza di impurità del prodotto o di differenze tra ciò che viene riportato nel foglietto illustrativo e quello che realmente è contenuto nel prodotto. Vi è inoltre una ampia variabilità da flacone a flacone.
Della lista degli ingredienti riportati per questo prodotto, per molti di essi sono stati riportati eventi avversi, ma solo per pochi è stata specificamente riportata epatotossicità.
E’ possibile fare le seguenti speculazioni:
Vitamina A
In seguito alla sua somministrazione sono state riportate epatite, fibrosi epatica, cirrosi ed ipertensione portale (11-13). In molti casi questi effetti sono stati associati a dosi >100.000 UI; e nei case report sono riportate per dosi da 15.000 a 1,4 milioni di UI.
La paziente assumeva 10.000 UI/die (sempre che le dosi riportate sul foglietto illustrativo corrispondano a quelle realmente contenute nel flacone) e pertanto sarebbe la dose più bassa mai registrata come capace di dare danni epatici in pazienti senza preesistenti alterazioni renali (11).
Niacina
E’ stata associata ad epatotossicità ma solo con una dose superiore a 3 grammi/die (15,16). In base a ciò che descrive il foglietto illustrativo del prodotto, la paziente assumeva una dose di 70 mg/die.
Spirulina (alga blu-verde)
Di per sé non epatotossica, è spesso contaminata con mercurio ed altri metalli pesanti, che hanno invece tali potenzialità (17-20). Non è stato possibile stabilire se le confezioni prese in esame fossero contaminate da metalli pesanti né se la eventuale concentrazione fosse in grado di causare epatotossicità.
Interazione tra i vari ingredienti
Esiste la possibilità che tutti questi ingredienti possano interagire tra loro. La letteratura ad esempio supporta l’idea che sia il pompelmo che il crescione possano causare delle alterazioni al metabolismo (21,22). Nonostante queste evidenze, risulta ancora difficile valutare l’importanza clinica di tali alterazioni.
Conclusioni
Questo caso clinico deve far riflettere sui rischi associabili ad un’assunzione smodata di erbe medicinali e vitamine associate e sulla possibilità che questi siano dolosamente inquinati da sostanze che possono causare i gravi effetti riportati in questo caso clinico.
Bibliografia