Fitovigilanza
Dalla letteratura

Uso della medicina complementare in pazienti di un’unità psichiatrica di un ospedale australiano
(riferito da Alderman CP e Kiepfer B. Complementary Medicine Use by Psychiatry Patients of an Australian Hospital. Ann Pharmacother 2003; 37: 1779-1784)

Definizioni
Secondo Eisenberg et al. (1) sono definite come terapie non convenzionali “gli interventi medici non adeguatamente insegnati durante i corsi universitari o non disponibili generalmente negli ospedali”.
Il termine “medicina alternativa” implica che questi trattamenti sostituiscano le terapie convenzionali, mentre il termine “medicina complementare” suggerisce che le due vengano usate in associazione come terapie aggiuntive l’una dell’altra.
Dato che la maggior parte degli utilizzatori della medicina complementare non usa questi prodotti per sostituire completamente la medicina convenzionale, gli autori del presente lavoro usano il termine “medicina complementare
Premesse

Alcuni trattamenti a base di fitoterapici per i disturbi mentali hanno ottenuto un’ampia approvazione in molti paesi (es. iperico per la depressione), ma devono essere sempre presi in considerazione la sicurezza, gli eventi avversi e le interazioni (9-14).
Scopi dell’indagine
Alla luce di quanto sopra gli autori di questo studio hanno cercato di di esaminare la frequenza e la natura dell’uso della medicina complementare in una coorte di pazienti arruolati da un’unità psichiatrica di un ospedale australiano. Lo studio ha anche voluto chiarire le ragioni dell’uso della medicina complementare e cercare le possibili correlazioni con i fattori demografici, la diagnosi medica e psichiatrica e lo stato generale di salute. Si è cercata la possibile correlazione tra l’insoddisfazione verso le terapie convenzionali ed un uso più ampio della medicina complementare.
Metodi
Un campione di 52 soggetti (sia ospedalizzati che non) è stato arruolato dal reparto di psichiatria del Repatriation General Hospital (RGH) in un periodo di 3 settimane. I principali criteri di esclusione sono stati la presenza di deficit cognitivi, di schizofrenia o di altri disturbi psicotici. Tre pazienti si sono rifiutati di partecipare, dando giustificazioni tipo “la mancanza dell’umore giusto” ed in un caso la mancanza di interesse verso le terapie complementari. Inoltre, i pazienti sono stati esclusi qualora non volessero o non fossero capaci di firmare il consenso informato per partecipare (1 caso).
Le medicine complementari sono state suddivise in classi che includevano:

Inoltre sono state sfruttate le consulenze di terapisti tipo chiropratici ed agopunturisti.
Valutazioni
Tutti i soggetti hanno partecipato ad interviste faccia a faccia, condotte sempre dallo stesso personale addetto. Per rendere l’intervista più efficace, sono state fatte domande brevi e semplici. Ogni intervista è stata fatta consecutivamente in una singola sezione della durata di 15-20 minuti, in funzione delle caratteristiche dei singoli soggetti e del rapporto con l’intervistatore. Le informazioni richieste hanno incluso dati demografici, anamnesi e storia psichiatrica, eventuali esperienze di eventi avversi da farmaci e note allergie ai farmaci. Inoltre, dalle cartelle cliniche dei soggetti sono stati ricavati l ’anamnesi ed un esauriente profilo dei farmaci prescritti. Ai pazienti è stato chiesto di descrivere l’uso di tutte le medicine complementari durante i precedenti 6 mesi. In una parte separata dell’intervista, agli utilizzatori di terapie complementari è stato chiesto di fornire informazioni dettagliate circa la loro modalità d’uso includendo il tipo di medicina complementare (scelta da una lista già stabilita), la frequenza d’uso, la via di somministrazione, le cause per cui è stata usata, gli eventi avversi correlati alla medicina complementare, da chi è stata consigliata, il luogo in cui è avvenuto l’acquisto e la spesa mensile per i prodotti di questo tipo di medicina complementare.
Il risultato delle domande era nascosto in tutti i casi, con una sola eccezione (le cause per cui è stata usata la medicina complementare).
Le risposte alle domande con risultato visibile sono state catalogate dopo una valutazione fatta da tutti i ricercatori assieme. La soddisfazione dei pazienti nei confronti della medicina convenzionale è stata valutata usando una scala analogica visiva che riportava valori compresi tra 0 e 100 (in cui 100 rappresentava il più alto livello di soddisfazione possibile). Per gli utilizzatori della medicina complementare, è stata usata la medesima scala per classificare il grado di soddisfazione verso la medicina complementare usate.
La successiva parte dell’intervista è stata finalizzata a ricercare le opinioni e gli atteggiamenti nei confronti delle medicine complementari. E’ stata valutata la disponibilità a spendere per i prodotti della medicina complementare allo scopo di comprendere il valore che i soggetti danno a questi prodotti. Ai partecipanti è stato anche chiesto di rispondere ad una serie di 7 affermazioni riguardanti le terapie complementari. Per analizzare le propensioni dei soggetti nei confronti delle terapie complementari è stata applicata una versione modificata (è stata aggiunta una domanda) di una scala sviluppata da Visser e Peters (15) ed usata da Eastope et al (16). I punteggi più alti rappresentano atteggiamenti favorevoli verso le terapie complementari ed i risultati sono stati confrontati tra due gruppi (utilizzatori e non- utilizzatori della medicina complementare). Alla fine dell’intervista, sono stati chiesti ulteriori dettagli tipo dati sull’utilizzo delle strutture sanitarie e della medicina generale e dati sull’uso di alcool, tabacco o altre sostanze.
L’analisi statistica è stata effettuata usando il test di Fisher per il confronto di variabili categoriche. Un test-t spaiato è stato usato per analizzare i dati continui sulla scala analogica visiva ed è stato calcolato il coefficiente di correlazione per valutare la relazione tra le variabili continue. Per calcolare la differenza statistica con i dati di un campione spaiato, è stato applicato il test U di Mann-Whitney.

Risultati
Caratteristiche demografiche
E’ stato reclutato un totale di 52 pazienti, 48 maschi (92,3%) e 4 femmine (7,7%). L’età è stata compresa tra 41 e 78 anni (media ± SD 56,7 ± 9,1). I soggetti reclutati hanno incluso 9 pazienti ospedalizzati (17,3%) e 43 non ospedalizzati (82,7%), di cui 32 stavano frequentando programmi giornalieri condotti dell’unità del reparto di psichiatria del Repatriation General Hospital.
Anamnesi
I disordini psichiatrici hanno incluso disordini da stress post-traumatici (n=43), depressione (n=35) e dipendenza/abuso di alcool (n=17). Le comorbidità più frequentemente presenti sono state il dolore cronico (n= 30), le patologie cardiovascolari (n=21) ed il reflusso gastroesofageo (n=14). Il numero medio di visite dei soggetti ai loro medici di famiglia nei precedenti 6 mesi è stato pari a 5,7 ± 5,9 (intervallo 0-24).
Quando è stato chiesto di scegliere una categoria che descrivesse il loro stato generale di salute:

Il consumo totale di farmaci tradizionali è stato ampio, con un numero di farmaci assunti giornalmente compreso tra 0 e 16. Il numero medio di farmaci assunti giornalmente dai soggetti è stato pari a 5,8 ± 3,4. Due pazienti avevano recentemente smesso di assumere farmaci convenzionali. I farmaci più comunemente riportati sono stati gli antidepressivi (n=40).
In tabella 1 sono forniti ulteriori dettagli sull’uso delle terapie convenzionali. Complessivamente, l’anamnesi e la terapia farmacologia riportate verbalmente corrispondevano a quelle documentate in cartella clinica.

Tabella 1. Uso di farmaci convenzionali/prescritti

Parametro

N. pazienti

% degli utilizzatori

N. prodotti

% dei prodotti

Uso di farmaci della medicina convenzionale

50

100.0

299

100.0

Farmaci psicotropi:

  • Antidepressivi
  • Ipnotici-sedativi
  • Antipsicotici
  • Altri

40
31
15

80.0
62.0
30.0

42
31
16
23

14.0
10.3
5.4
7.7

Altri farmaci:

  • Analgesici
  • Cardiovascolari
  • Agenti del gastrointestinale
  • Altri

29
27
16

58.0
54.0
32.0

42
63
16
52

14.0
21.1
5.4
17.4

Vitamine prescritte dal medico

10

20.0

14

4.7

Eventi avversi da farmaci convenzionali (fra tutti i pazienti)

34

65.4

   

Allergie ai farmaci convenzionali (fra tutti i pazienti)

17

     

Dell’intera coorte, un totale di 34 soggetti (65,4%) ha riferito di avere avuto almeno in un’occasione eventi avversi con i farmaci prescritti ed in 15 casi (28,8%) è stato riportato più di un evento avverso. Gli eventi avversi più frequentemente riportati hanno incluso sedazione (29,4%), secchezza delle fauci (17,6%), rash, nausea e costipazione.
Per 17 soggetti (32,7%) è stata documentata allergia o ipersensibilità ai farmaci convenzionali.
Fra l’intera coorte, il punteggio derivato usando la scala analogica visiva per indicare il livello di soddisfazione verso le terapie convenzionali è stato compreso tra 4 e 100 (69,0 ± 22,3).
Uso della medicina complementare
Il 51,9% degli intervistati ha affermato di aver fatto uso della medicina complementare nei precedenti 6 mesi, per un totale di 85 prodotti. L’uso medio giornaliere è risultato di 2,44 ± 1,2 preparazioni a paziente. In tabella 2 sono presentati ulteriori dettagli riguardanti l’uso di prodotti della medicina complementare.

Tabella 2. Uso della medicina complementare

Parametro

N. pazienti

% degli utilizzatori

N. di medicine complementari

% di medicine complementari

Uso totale di medicine complementari negli ultimi 6 mesi

27

100.0

85

100.0

Medicine complementari:

  • Vitamine e minerali
  • Erbe
  • Prodotti di origine animale
  • Rimedi cinesi ed asiatici
  • Aromaterapia
  • Rimedi omeopatici
  • Altri (melatonina, glucosamina)

18
14

6
2
2
1
2

66,7
51.9

22,2
7,4
7,4
3,7
7,4

77
29
32
6
5
2
1
2

90,6
34,1
37,6
7,0
5,9
2,4
1,2
2,4

Frequenza d’uso

  • Regolare
  • Quando richiesto

23
13

85,2
48,1

   

Fonte del consiglio

  • Amici/parenti
  • Libri/giornali/radio
  • Farmacisti
  • Naturopati
  • Medici
  • altro

11
8
2
2
1
7

40,7
29,6
7,4
7,4
3,7
25,9

   

Eventi avversi riportati

2

7,4

   

Allergie riportate

0

0

   

I prodotti della medicina complementare più frequentemente utilizzati sono stati vitamine e minerali e le erbe medicinali.
La categoria delle vitamine e dei minerali ha incluso le vitamine B, C ed E; l’acido folico; lo zinco e gli antiossidanti.
Fra le erbe riferite almeno due volte sono risultati il gingko biloba, l’aglio e la sua combinazione con rafano tedesco, la camomilla e l’ aloe vera. I prodotti riportati solo una volta sono stati l’iperico, il ginseng, il guaranà, la valeriana, il ginger , l’equiseto, l’artiglio di gatto, il mirtillo, l’olio di melaleuca, l’olio di rapunzia, l’amaro svedese, le capsule di semi d’uva ed i prodotti a base di combinazioni per indicazioni specifiche tipo raffreddore, tosse, o iperplasia prostatica.
I prodotti di origine animale riportati sono state esclusivamente preparazioni a base di olio di pesce. Dei pazienti intervistati, 24 avevano iniziato le loro terapie complementari da più di un anno. In 23 casi, i pazienti hanno riferito un uso regolare della medicina complementare, ma 13 pazienti hanno risposto di aver usato questi prodotti solo quando richiesto (entrambe le risposte erano possibili). Le ragioni per cui è stata usata la medicina complementare sono state varie. Molti elementi sono stati assunti come supplementi, per la prevenzione di raffreddore e cancro o per migliorare lo stato generale di salute ed il benessere. Un’alta percentuale dei prodotti della medicina complementare è stata consigliata da amici e parenti, ma altre fonti d’informazione hanno incluso libri, giornali e radio. In alcuni casi i prodotti sono stati consigliati da erboristi, professionisti della medicina cinese o infermieri. Solo il 63,0% dei pazienti ha informato il proprio medico delle terapie complementari. La maggior parte dei prodotti della medicina complementare sono stati acquistati in farmacia, negozi di cibi macrobiotici o supermarket. La spesa mensile per i prodotti della medicina complementare è stata compresa tra 0 e 140 dollari (australiani), con una spesa media di 25,9 ± 33,1 dollari.
Due pazienti hanno riportato reazioni avverse ai prodotti della medicina complementare, ma non sono state riportate allergie. Il tasso di soddisfazione associato all’uso della medicina complementare è stato relativamente alto (73,3 ± 25,2). Fra gli utilizzatori giornalieri di prodotti della medicina complementare, i livelli sono stati significativamente più alti per la medicina complementare (79,0 ± 21,9) piuttosto che per la medicina convenzionale (62,9 ± 26,8).
Opinioni sulla medicina complementare
Gli atteggiamenti dei soggetti nei confronti dei prodotti della medicina complementare sono stati valutati constatando la propensione dei pazienti di spendere per questi prodotti. Un totale di 16 pazienti ha dichiarato di non voler pagare di tasca propria (in aggiunta alle spese per i farmaci prescritti dal medico) per poter usare i ridotti della medicina complementare, 12 pazienti hanno detto di voler spendere fino a 20 dollari al mese e 12 pazienti hanno detto che pagherebbero 21-50 dollari al mese; altri 12 pazienti hanno dichiarato che i soldi non erano un problema. Le opinioni riguardo alla medicina complementare sono state analizzate valutando le risposte a domande prestabilite (tabella 3).
La variabile della scala usata per valutare l’atteggiamento (intervallo 7-35) è stata tracciata sommando le 7 domande dopo aver invertito le domande 1, 2 e 4 in punteggio. I punteggi alti rappresentano atteggiamenti favorevoli alla medicina complementare. Una visione positiva delle terapie complementari è stata correlata all’uso dei prodotti della medicina complementare.

Tabella 3. Opinione dei pazienti sulla medicina complementare

Parametroa

Media

Z

pb

Utilizzatori

Non utilizzatori

La medicina complementare è una minaccia per la salute pubblica

1

1

-1.866

0.062

Le medicine complementari che non sono state testate scientificamente non dovrebbero essere usate

3

3

-1.153

0.249

La medicina complementare è un supplemento utile alle terapie convenzionalic

5

3

-3.895

<0.01

I risultati ottenuti dalla medicina complementare sono dovuti ad un effetto placeboc

2

2

-2.606

0.009

La medicina complementare comprende idee e metodi di cui la medicina officinale può beneficiarec

5

4

-4.257

<0.001

La medicina complementare stimola il naturale potere terapeutico dell’organismoc

5

3

-2.911

0.004

La medicina complementare non determina alcun evento avverso ed è quindi più sicura delle terapie convenzionali

3

3

-0.114

0.909

Scala attitudinale dopo la conversione delle risposte 1, 2 e 4 in punteggic

29

24

-2.262

0.0024

1= fortemente in disaccordo, 3= neutrale, 5= fortemente in accordo.

2 – accodato

Differenza significativa tra i gruppi (p < 0.05)

Conclusioni
In questa coorte l’uso dei prodotti della medicina complementare è risultato ampio, forse con una certa sorpresa data l’età relativamente alta dei soggetti e la prevalenza del sesso maschile. L’alta incidenza di fattori tipo l’ansia, la depressione, l’insonnia o il dolore cronico possono aver giocato un certo ruolo, benché non sia stata dimostrata alcuna ovvia correlazione con una diagnosi specifica. Uno studio ha trovato una relazione tra l’assunzione di alcool e l’uso della medicina complementare (2).
In questo studio, una storia positiva per i disordini correlati all’alcool è sembrata associata ad una tendenza verso un uso maggiore di prodotti della medicina complementare, benché questa associazione non abbia dato una significatività statistica (p = 0.079). Comunque, è sembrata esserci una relazione inversa tra le visite dal medico di famiglia e l’uso della medicina complementare, dato che è risultato che i pazienti che consultavano il medico generico meno di una volta al mese usavano più frequentemente le terapie complementari (p < 0.05).
Di nota è il fatto che fra la varietà dei prodotti assunti da questo gruppo di pazienti psichiatrici, non sono molti quelli con una specifica indicazione per il trattamento di disturbi mentali, cosa che differisce dai risultati di un’ispezione americana su pazienti psichiatrici non ospedalizzati (tra i quali il rimedio erboristico più frequentemente usato è stato rappresentato dall’iperico) (17).
Le più diffuse ragioni hanno riguardato il benessere generale ed il desiderio di alternative “più naturali”. Questo risultato è in linea con i risultati di uno studio condotto tra i reduci militari americani che ha descritto le possibili ragioni dell’uso della medicina complementare come il risultato di una tendenza a creare uno stile di vita più salutare (18). Inoltre, da altre ricerche è emerso che fra il pubblico, le vitamine, i minerali, i tonici e le erbe medicinali o le diete speciali sono stati considerati più utili di farmaci antidepressivi ed antipsicotici per il trattamento di disordini mentali, tipo la depressione o la schizofrenia, (19-21).
C’è stata un’apparente tendenza ad una maggiore probabilità di uso della medicina complementare tra i pazienti che hanno riportato più di un evento avverso durante il trattamento con terapie convenzionali, ma questa associazione non ha dato una significatività statistica (p = 0,068). La soddisfazione nei confronti della medicina convenzionale ha prodotto un punteggio medio di 73,96 ± 19,6 fra i non utilizzatori e di 62,9 ± 26,8 fra gli utilizzatori giornalieri di medicine complementari. Benché il punteggio medio appaia più basso fra gli utilizzatori della medicina complementare, il tasso assegnato da questo gruppo non dovrebbe essere interpretato come indicativo di un’insoddisfazione. Questa tendenza è in accordo a quella di un’altra ricerca, in cui l’insoddisfazione verso la medicina convenzionale non ha predisposto all’uso della medicina complementare (5). Nonostante ciò, è possibile che le caratteristiche specifiche della terapia convenzionale, tipo le reazioni avverse, possano motivare l’uso della medicina complementare (18).
C’è un certo numero di limitazioni inerenti a questo studio. Il periodo di raccolta dei dati relativamente breve determina che il numero totale dei pazienti arruolati è stato relativamente piccolo e quindi che il valore statistico dello studio non è ampio. In linea con la natura dell’ospedale e dei suoi pazienti, questa coorte ha incluso un’alta percentuale di reduci del Vietnam, determinando che i risultati della ricerca non sono probabilmente generalizzabili ad altri ambienti per il trattamento dei disturbi psichiatrici.

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