Fitovigilanza
Dalla letteratura

Avvelenamento acuto da Erycibe henryi Prain (Ting Kung Teng)
(Riferito da: Huang H-H, Yen DH-T, Wu M-L, Deng J-F, Huang C-I, Lee C-H. Acute Erycibe henryi Prain (Ting Kung Teng) poisoning. Clinical Toxicology 2006; 44: 71-75)

Tre uomini manifestarono una crisi colinergica, complicata da tachicardia ventricolare in due dei tre, dopo assunzione di un’overdose di Erycibe henryi Prain (Ting Kung Teng) la quale fu scambiata per Tripterygium wilfordii Hook F.
Il decotto di erbe venne preparato con 625 g di radice di E. henryi in 9 Litri di acqua, portato ad ebollizione per più di 3 ore. Gli uomini bevvero circa 200-300 mL di questo decotto, contenente 27-42 g di E. henryi (dose terapeutica raccomandata 3-8 g/dose), per artrite gottosa e, 5-10 minuti dopo, manifestarono vomito, diarrea, vertigini, lacrimazione, ipersalivazione, brividi, diaforesi, debolezza e rinorrea.

Caso 1
Un uomo di 52 anni venne ricoverato circa 3 ore dopo l’ingestione dell’overdose a causa di dispnea e debolezza generalizzata. Presentava alterazioni dello stato di coscienza, miosi, episodi di tachicardia ventricolare, bradicardia, ipotensione, ipotermia, leucocitosi, ipocalcemia, iperglicemia, aumento di enzimi epatici, creatinina, creatinkinasi (CK) ed amilasi. Il paziente venne trattato con atropina, ma successivamente manifestò shock cardiogeno. La cardioversione ebbe esito positivo, ricevette adrenalina, liquidi per via endovenosa, dopamina, elettroliti, gluconato di calcio e fu necessaria una intubazione endotracheale. Il paziente guarì e venne dimesso dopo 5 giorni.

Caso 2
Un uomo di 46 anni venne ricoverato dopo circa 3 ore dall’assunzione del decotto di E. henryi. Il paziente manifestò episodi di tachicardia ventricolare, bradicardia, ipotensione, ipotermia, miosi, leucocitosi, iperglicemia, aumento di enzimi epatici, creatinina, creatinkinasi (CK) ed amilasi. Il paziente venne trattato con atropina, liquidi per ev, elettroliti e gluconato di calcio. Gli esami di laboratorio si normalizzarono il giorno dopo ed il paziente venne dimesso al 5° giorno di degenza.

Caso 3
Un uomo di 54 anni manifestò la stessa sintomatologia che si risolse dopo 12 ore di osservazione a casa.

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