Epatite acuta da polline
d'api. Prima segnalazione
(riferita da JA Shad, CG Chinn, OS Brann: Acute hepatitis after injestion
of herbs. Southern Med J. 1999; 92: 1095-1097)
Una donna di 33 anni, che
stava assumendo polline d'api (2 cucchiaini di tè al giorno da molti
mesi) presentò dolore acuto all'epigastrio ed al quadrante addominale
superiore destro. Il dolore si presentava come episodico e in assenza di mestruazioni,
nausea, vomito o diarrea. L'anamnesi remota della paziente rivelò che
non aveva mai avuto trasfusioni di sangue, iniezioni per via endovenosa, contatti
con persone infette, non era mai stata in paesi stranieri ed era astemia; che
assumeva aspirina, butabarbital, e caffeina per attacchi di cefalea e che faceva
uso regolare di eritromicina per l'acne.
L'esame fisico rivelò congiuntivite non itterica, moderato dolore alla
palpazione dell'epigastrio e del quadrante addominale superiore destro, senza
epatosplenomegalia. I test di laboratorio sono riportati in tabella. Il quadro
all'inizio rivela un marcato aumento di ASR, ALT, LDH e fosfatasi alcalina.
Ulteriori test di laboratorio, condotti alla visita della paziente, risultarono
negativi per epatite autoimmune e rivelarono assenza di infezioni di epatite
A, B o C, citomegalovirus o virus di Epstein-Barr. L'ecografia addominale e
la coloangiopancreatografia endoscopica retrograda risultarono normali. Il polline
d'api fu sospeso e non fu somministrato alcun altro farmaco. Ciò determinò
la completa risoluzione dei sintomi, come si osserva dai dati riportati in tabella
e relativa a 2 e 4 settimane di sospensione.
|
|
Valori normali |
All’inizio |
Dopo 2 settimane |
Dopo 4 settimane |
|---|---|---|---|---|
|
Bilirubina totale (mg/dl) |
0.2-1.2 |
0.3 |
0.3 |
0.4 |
|
Fosfatasi alcalina (U/l) |
30-142 |
166 |
210 |
97 |
|
AST (U/l) |
0-41 |
572 |
61 |
23 |
|
ALT (U/l) |
0-40 |
488 |
190 |
15 |
|
LDH (U/l) |
100-225 |
283 |
140 |
141 |
|
Proteine totali (g /dl) |
6.1-8.5 |
7.2 |
8.2 |
8.0 |
|
Albumina (g/dl) |
3.4-5.4 |
4.1 |
4.7 |
5.0 |
|
Tempo di protrombina (sec) |
8.2-13 |
9.3 |
Non disponibile |
9.7 |
Il polline d'api è
presente in molte preparazioni erboristiche. Si tratta di una sostanza in polvere,
prodotta dai fiori e raccolta dalle api. Viene estratta dagli alveari e venduta
in forma liquida da sola o miscelata con miele.
È suggerita come antifatica, per combattere la depressione, disturbi
del colon e come antibatterico.
È noto che questa sostanza può causare reazioni allergiche, ma
questo sembra essere il primo caso riportato da epatite acuta da polline d'api.