FOCUS: Bollettino di Farmacovigilanza

ANNO X - N. 35 - PUBBLICAZIONE TRIMESTRALE

AGOSTO 2003

Stampa ad esclusivo uso interno delle ULSS


Regione del Veneto


Bollettino di Farmacovigilanza

ISDB MEMBER
(International Society of Drug Bulletins)


In questo numero

-->Reazioni avverse da vaccini
-->Interazioni dalla teoria alla pratica: Beta-bloccanti con Calcio-antagonisti e con FANS
-->Case report
-->Progetto Eudragene


ARGOMENTI


Eventi avversi a vaccini notificati nella Regione Veneto

T.M.D. Nguyen° *, G. Tridente°, G. Zanoni°, M. Valsecchi*, G. Gallo§
° Dipartimento di Patologia, Sezione di Immunologia, Università di Verona
* Dipartimento di Prevenzione, Servizio Igiene e Sanità Pubblica, ASL n° 20, Verona
§
Direzione Regionale per la Prevenzione, Venezia

L’utilizzo dei vaccini, una delle forme più efficaci di intervento preventivo nei confronti delle malattie infettive, ha consentito l’eradicazione del vaiolo ed il controllo di difterite, tetano, poliomielite, pertosse e altre patologie trasmissibili. Tuttavia la profilassi vaccinale comporta, come qualsiasi altro intervento sanitario, la possibilità di reazioni avverse, spesso di modesta entità; rara è invece la comparsa di reazioni gravi.
Generalmente per i vaccini si richiede un livello di sicurezza maggiore rispetto alle altre pratiche terapeutiche di tipo farmacologico; infatti, a differenza della maggior parte dei prodotti farmaceutici, che vengono somministrati a soggetti malati con fini curativi, i vaccini vengono offerti a persone sane, spesso bambini, a scopo preventivo. Pertanto, il grado di accettazione degli eventi avversi a vaccini (EAV) è più ristretto, anche per la riduzione dell’incidenza di molte malattie infettive, determinate dall’aumento delle coperture vaccinali, che, paradossalmente fanno ritenere “superflua” la loro protezione.
Pertanto l’adesione ai programmi vaccinali richiede strumenti adeguati di informazione e sistemi di sorveglianza e approfondimento degli eventi avversi. I moderni mezzi di comunicazione, inclusa la rete Internet, hanno potenziato la diffusione di informazioni, non sempre corrette, su reali o presunti EAV, che hanno contribuito ad allarmare l’utenza, in assenza di un adeguato controllo sulla attendibilità scientifica dei contenuti divulgati.
Sulla base di queste considerazioni, nel corso del 1991 il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica della ULSS di Verona e l’Istituto di Immunologia e Malattie Infettive dell’Università degli Studi di Verona hanno proposto un programma di miglioramento dell’immunoprofilassi, che è stato successivamente ampliato dalla Regione Veneto nel 1993, con l’estensione dell’attività a tutto l’ambito regionale.
L’attività, che ha funzione di supporto e di informazione per migliorare continuamente il margine di sicurezza delle vaccinazioni nei Servizi delle ULSS della Regione Veneto, comprende:

  1. un servizio di consulenza specialistica prevaccinale, denominato Canale Verde, per la valutazione dell’idoneità alle vaccinazioni in soggetti che necessitano di un approfondimento in caso di presunte reazioni avverse a vaccini o controindicazioni alla loro somministrazione, rilevate a livello dei Servizi Vaccinali;
  2. un sistema di sorveglianza degli EAV notificati nella Regione Veneto, analizzati e classificati dalla Sezione di Immunologia, che cura anche la pubblicazione commentata dei dati, ad integrazione del sistema di sorveglianza nazionale.

In questa pubblicazione vengono riassunti i dati relativi alle notifiche degli EAV inviate alla Direzione Regionale per la Prevenzione delle reazioni a vaccino dal settembre 1993 al 30/06/2003, utilizzando l’apposito modulo previsto per la segnalazione di sospetta reazione a vaccino (Circolare Ministeriale del 23.3.95).
Le notifiche sono state esaminate presso la Sezione di Immunologia allo scopo di verificare la reale entità degli eventi stessi in termini numerici e di gravità, operare un controllo sull'effet-tiva correlazione tra immunizzazione e reazioni, classificare opportunamente gli eventi segnalati, computerizzarne i dati, valutare, se richiesta, l'opportunità di procedere alla sospensione o alla esenzione dalla vaccinazione in casi selezionati ed effettuare un monitoraggio nel tempo degli eventi più gravi. L’entità della relazione causale viene classificata nelle seguenti categorie: attribuibile, probabile, possibile, non attribuibile e non classificabile. Le manifestazioni causalmente correlate, sono distinte in lievi, rilevanti ovvero clinicamente significative, ma a risoluzione spontanea o con terapia entro poche ore o qualche giorno e gravi, che comprendono i casi di ricovero ospedaliero motivato, di postumi permanenti, di interessamento neurologico, di pericolo di vita o exitus.
Nel periodo 1993-2003 sono state valutate e classificate 2839 schede di notifica.
La distribuzione per tipo di vaccino somministrato (Tabella1) mostra che le maggiori frequenze hanno riguardato le vaccinazioni DT e TT con frequenti reazioni locali, il vaccino HB, il vecchio DTP cellulare spesso co-somministrato con HB e OPV e il trivalente MMR.

Tabella 1. Distribuzione delle notifiche

VACCINO

(%)

DT

590

(18)

HB

522

(16)

TT

493

(15)

DTP

323

(10)

MMR

212

(6.5)

DTaP-HB

177

(5.4)

OPV

162

(4.9)

Influenza

154

(4.7)

Hib

143

(4.3)

Esavalente

132

(4.0)

DTaP

131

(4.0)

IPV

69

(2.1)

Pneumococco

27

(0.8)

aP

26

(0.8)

BCG

23

(0.7)

Morbillo

21

(0.6)

DTaP-IPV-Hib

16

(0.5)

Rosolia

10

(0.3)

Febbre gialla

9

(0.2)

HA+HB

5

(0.1)

Parotite

5

(0.1)

Rabbia

5

(0.1)

Meningococco

4

(0.1)

Difterite

1

(0.03)

Leptospirosi

1

(0.03)

Totale

3261

(100%)

L’ultimo decennio è stato caratterizzato da frequenti cambiamenti nell’utilizzo di preparazioni vaccinali singole e combinate, come si può dedurre dalla varietà delle tipologia di vaccini somministrati. Rispetto alla scheda vaccinale del 1993, il calendario attualmente in uso si differenzia per la componente pertosse costituita ora unicamentedal preparato acellulare, e la completa sostituzione del vaccino polio orale con quello inattivato somministrato
per via iniettiva. Inoltre viene ora largamente impiegato il vaccino combinato esavalente che contiene in unica dose i sei antigeni previsti per le vaccinazioni obbligatorie e raccomandate del primo anno di vita: difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B e Haemophilus influenzae tipo b.
Dall’analisi del grado di causalità secondo i criteri stabiliti (Tabella 2) si è rilevato che il 68% delle notifiche è risultato attribuibile alla vaccinazione, il 26% probabile; il 3% possibile e il 3,4% (97 schede) è stato classificato non attribuibile per un totale di 2839 notifiche. Tale distribuzione dimostra un buon livello di attribuibilità delle segnalazioni (96.5%), indice di competenza e professionalità degli operatori del settore.

Tabella 2. Grado di causalità rilevato nelle schede di notifica

Totale
Correlabili:
Attribuibile
1914
Probabile
741
Possibile
87
Non correlabili:
Non attribuibile
97
Non classificabile
0
Totale
2839

La classificazione in base alla gravità, utilizzata per l’analisi degli eventi casualmente correlabili (totale 2742), mostra che le reazioni lievi hanno rappresentato il 76% del totale, quelle rilevanti il 19%; circa il 5% è stato ritenuto grave.
Gli EAV classificati come gravi sono stati in totale 133, di cui 42 locali e 91 sistemici (Tabella 3). In base al grado di causalità, rivalutato alla luce delle più recenti linee guida internazionali, sono state ritenute attribuibili tutte le reazioni locali gravi e solo 6 sistemiche; le rimanenti sono state giudicate probabili o possibili, categorie che includono eventi attribuibili alla vaccinazione in termini probabilistici e non di certezza in assenza di altre cause scatenanti. Le reazioni gravi di tipo sistemico sono state analizzate e valutate caso per caso, contattando i medici notificatori o i pazienti per verificare se avessero dato luogo a sequele. In tal caso, il follow up è stato protratto fino a guarigione o stabilizzazione delle lesioni. Dall’esito del monitoraggio di 112 su 133 casi notificati è emerso che cinque soggetti con manifestazioni neurologiche hanno riportato sequele a distanza (0.3%, pari a 0.07/100.000 dosi di vaccino somministrate) e due risultavano in terapia antiepilettica. Siamo in attesa dei dati del follow up di 21 eventi gravi notificati recentemente.

Tabella 3. Eventi avversi gravi correlati a vaccinazioni

REAZIONE
Reazioni locali
42
Reazioni sistemiche:
91
 
Convulsioni febbrili
26
Convulsioni afebbrili
16
Atassia
5
Piastrinopenia
5
Vasculite
4
Paralisi del VII nervo cranico
4
Encefalopatia
4
Anafilassi
3
Meningite
2
Miopatia
2
Vertigini persistenti
2
Sindrome Guillain Barrè
2
Strabismo
2
Edema della glottide
1
Perdita di coscienza
1
Encefalite
1
Mielite traversa
1
Porpora di Schoenlein-Henoch
1
Insufficienza respiratoria
1
Epatite acuta
1
Proteinuria
1
Trombosi succlavia
1
Neurite periferica
1
Ageusia+anosmia
1
Dislalia
1
Malattia da siero
1
Insufficienza ventricolare sinistra
1
Totale
133

Dal raffronto con le dosi totali di vaccini somministrate alla popolazione residente su base annua si evidenzia che gli eventi avversi notificati appaiono numericamente contenuti (media 2/10.000 dosi) al 2001. La frequente co-somministrazione di più vaccini per seduta non consente di apprezzare correttamente l’incidenza di eventi avversi per singolo preparato. Tale limitazione persisterà anche in futuro per l’utilizzo routinario di vaccini combinati.
Dai risultati dell’attività di sorveglianza si può osservare che il problema degli eventi avversi a vaccini nella Regione Veneto appare complessivamente ben controllato, grazie anche alla vigilanza degli operatori dei servizi vaccinali. Tuttavia è fondamentale l’invio tempestivo delle schede per poter suggerire eventuali esami in fase acuta nel caso di eventi gravi, interrompere cicli vaccinali già iniziati e anche identificare potenziali cluster di reazioni correlabili a singoli lotti di vaccino.
Per quanto sopra esposto si può ritenere che il controllo degli eventi avversi a livello locale, che si avvale dell’attività di consulenza prevaccinale del Canale Verde ai fini preventivi e della sorveglianza diretta degli eventi avversi tramite l’analisi delle notifiche, si è confermato efficace e di costo contenuto.

Ringraziamenti
Si ringrazia l’Unità Operativa di Farmacologia Medica di Verona per la preziosa collaborazione data per l’archiviazione informatizzata e l’elaborazione delle notifiche.

ELENCO ABBREVIAZIONI
DTP: vaccino antidiftotetanico-antipertosse cellulare; DTaP: vaccino antidiftotetanico-antipertosse acellulare; DT: vaccino antidiftotetanico; DTaPHB: vaccino tetravalente (vaccino antidiftotetanico antipertosse acellulare antiepatite B); aP: vaccino antipertosse acellulare; TT: vaccino antitetanico; IPV: vaccino antipolio inattivato; OPV: vaccino antipolio orale; HB: vaccino antiepatite B; HA: vaccino antiepatite A; YF: vaccino antifebbre gialla; MMR: vaccino anti morbillo-parotite-rosolia; Hib: vaccino anti haemophilus influenzae tipo b; BCG: vaccino antitubercolare.

Interazioni dalla teoria alla pratica: Beta-bloccanti con Calcio-antagonisti e con FANS

Valutazione preventiva di interazioni tra farmaci in una Medicina di gruppo Del Zotti F, Carlini S, Sovran C, MMG Verona

Uno degli aspetti più difficili ma anche più attraenti della quantità crescente di informazioni che leggiamo sulle interazioni tra farmaci è la loro ricaduta nella pratica clinica. Dal momento che molti medici registrano su computer le principali informazioni cliniche dei pazienti ci è sembrato interessante verificare l’impatto di alcune interazioni di sicuro rischio ma forse poco conosciute nella pratica.
La combinazione di beta-bloccanti con calcio-antagonisti diidropiridinici (i dati maggiori sono con la nifedipina) può causare occasionalmente severa ipotensione e bradicardia, mentre con il diltiazem si possono manifestare alterazioni della conduzione e blocco AV e l’associazione con verapamil risulta anche più pericolosa per i suoi effetti inotropo negativi diretti. Nei pazienti in trattamento continuativo con betabloccanti per via orale la somministrazione di diltiazem e verapamil va quindi effettuata solo se strettamente necessario e sotto frequente controllo clinico e elettrocardiografico. Viene anche riportato in letteratura che i FANS (inclusi i COX-2 inibitori) riducono l’effetto antipertensivo dei beta-bloccanti (e anche dei diuretici e degli ace-inibitori) attraverso l’inibizione della produzione di prostaglandine renali. Non tutti i FANS avrebbero lo stesso rischio: per ibuprofene, indometacina, naproxene e piroxicam vi è una maggiore documentazione di rischio elevato, ma non sono stati fatti studi di confronto tra i singoli farmaci. Studi su pazienti anziani ipertesi in trattamento con diversi antiipertensivi indicano che i COX-2 inibitori e in particolare il rofecoxib, causano un aumento della pressione sistolica e un peggioramento dell’edema.
Per individuare la somministrazione contemporanea dei suddetti farmaci abbiamo usato le funzioni statistiche del software più diffuso nella Medicina Generale, Millewin, e creato una procedura automatica che ha ordinato in ordine temporale l’elenco di tutte le prescrizioni di beta-bloccante e calcioantagonista da una parte; e di betabloccante e FANS dall’altra.
I risultati qui presentati derivano da tre Medici “in gruppo” (MMG), i cui dati sono accorpati in un unico database. È stato prescelto un periodo di 5 mesi, dal 1 gennaio 2003 al 31 maggio 2003. Questa lunghezza temporale risponde a due obiettivi tra di loro opposti:
a) permettere di individuare terapie a lungo termine (gli anti-ipertensivi, nella fattispecie);
b) evitare periodi più lunghi, che obbligano a valutare nel dettaglio migliaia di prescrizioni.
Le prescrizioni sono state identificate come “contemporanee” (e quindi a rischio di interazione) nel caso in cui avevano la stessa data o date successive a “sandwich”, tali da far dedurre la contemporanea assunzione nella stessa giornata del farmaco.
I risultati della ricerca sono sintetizzati nella Tabella 1. I 3 MMG partecipanti alla ricerca assistono in totale 3977 pazienti con una media di 1325 ciascuno. Nel periodo di studio si sono rilevate 6 prescrizioni contemporanee di beta-bloccanti e calcio-antagonisti, di cui nessuna coinvolgente il verapamil e una il diltiazem. Le altre coprescrizioni erano con nifedipina, che presenta un rischio minore.

Tabella 1. Prescrizioni di beta-bloccanti, calcio-antagonisti e FANS nei 5 mesi di studio
 
Beta-bloc o Ca-ant
Beta-bloc+Ca-ant contemporanei
Beta-bloc o FANS
Beta-bloc o FANS contemporanei
MMG 1
268
1
246
3
MMG 1
221
3
217
1
MMG 1
264
2
323
6
TOTALI
753
6
786
10

In 3 casi su 6, i MMG hanno già annullato l’interazione, sostituendo uno dei 2 farmaci antipertensivi associati. Nello stesso periodo si sono rilevate 10 prescrizioni contemporanee di beta-bloccanti e di FANS; in 4 casi si è riscontrato l’uso di indometacina o naprossene, che tra i FANS hanno una maggiore documentazione sulla interazione con i beta-bloccanti. In 5 casi su dieci i MMG hanno già avvisato i pazienti del rischio di uso contemporaneo di FANS e hanno consigliato la sostituzione del FANS con il paracetamolo. Ricordiamo che spesso i FANS sono assunti dal paziente senza prescrizione medica, quindi la possibile interazione con la terapia antipertensiva è probabilmente più frequente di quanto riscontrato con questa analisi. Questo “studio pilota” ci mostra le potenzialità preventive e formative, nel campo delle interazioni rischiose, delle funzioni statistiche di software di qualità per cartelle computerizzate, soprattutto nelle medicine di gruppo Il nostro progetto per il futuro consiste nell’allargare ad altri MMG la rete informatica di sorveglianza, e nello stilare un elenco periodico delle interazioni più frequenti e rischiose.

Interazioni e Segnalazione spontanea
Sulla base di questa interessante esperienza abbiamo voluto verificare se nella banca dati GIF (che riunisce le segnalazioni spontanee di Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Provincia di Trento) vi sono segnalazioni di reazioni cardiovascolari riconducibili alle interazioni sopra evidenziate. Dal 1988 ad oggi sono state inviate dai medici 142 segnalazioni di eventi avversi in pazienti trattati con beta-bloccanti e calcioantagonisti. I casi di disturbo del ritmo o di ipotensione sono 12, in tre dei quali il medico attribuisce la reazione all’interazione tra i due farmaci, mentre negli altri il farmaco sospetto è uno dei due o un altro farmaco (Tabella 1). Per individuare l’interazione con i FANS, si sono ricercate le segnalazioni di alterazioni pressorie in pazienti che ricevevano beta-bloccanti e FANS sistemici o topici, selezionati attraverso i codici ATC M01A e M02A. Su 63 segnalazioni di eventi avversi nei pazienti con i 2 farmaci, 4 sono ipertensioni e una ipotensione e sono indicate nella Tabella 2. In tutti i casi il FANS è stato indicato come farmaco sospetto.

Tabella 1. Disturbi del ritmo e ipotensione segnalate in pazienti in trattamento con beta-bloccanti e calcio-antagonisti. In neretto le interazioni.
Reazione Farmaco sospetto Farmaco concomitante
Aritmia Atenololo+clortalidone Nifedipina
Palpitazioni Simvastatina Nifedipina, metoprololo
Ipotensione Bisoprololo, nicardipina  
Ipotensione Nisoldipina Metoprololo
QT allungamento Claritromicina Amlodipina
Bradicardia sinusale Metoprololo Lacidipina
Ipotensione posturale Atenololo+clort, nicardipina  
Bradicardia Diltiazem Timololo
Aritmia Carvedilolo Lacidipina
Blocco AV Bisoprololo Diltiazem
Palpitazioni Manidipina Atenololo
Blocco AV Atenololo, Diltiazem  

 

Tabella 2. Prescrizioni di beta-bloccanti, calcio-antagonisti e FANS nei 5 mesi di studio
Reazione Farmaco sospetto Farmaco concomitante
Ipotensione Diclofenac Atenololo
Ipertensione Rofecoxib Timololo
Ipertensione Rofecoxib Atenololo
Ipertensione Rofecoxib Propranololo
Ipertensione Diclofenac Carvedilolo

Bibliografia di riferimento

  • Micromedex Healthcare Series vol. 117-2003
  • Drug Interaction Facts 2002 - Fact and Comparisons Edition- St Louis Missouri - edizione italiana a cura di “Momento medico”
  • BNF - British National Formulary 43 – March 2002

 

CASE REPORT

Reazione avversa da eccessivo uso di canfora e mentolo per via inalatoria

E. Cognolato, Medico di Medicina Generale, Montegrotto Terme (PD)

MM di anni 22 è giunto all’osservazione del medico di MMG il mattino del 27.01.2002 per “cardiopalmo”.
Il paziente, affetto da rinite allergica stagionale con episodi asmatici, in trattamento con Zirtec e Bentelan nei periodi critici, nei giorni precedenti l’osservazione ha accusato una forma di rinite acuta assai fastidiosa con difficoltà di respirazione nasale.
L’assistito per contrastare quest’ultimo sintomo, il giorno precedente aveva assunto, di spontanea iniziativa, 40 inalazioni di Vicks inalante, un medicinale contenente canfora e mentolo. Il paziente non aveva assunto caffeina, stupefacenti, farmaci adrenergici o alcool.
L’esame obiettivo ha rilevato aia cardiaca nei limiti, toni aritmici, concitati con frequenza di circa 120’, mucosa nasale ipertrofica. Il paziente non riferisce situazioni concomitanti di stress. L’ECG ha evidenziato un quadro di fibrillazione atriale parossistica.
In via precauzionale è stata richiesta consulenza cardiologica, in seguito alla quale il paziente è stato ricoverato dopo visita al pronto soccorso, nell’Azienda Ospedaliera di Padova.
Il paziente è stato trattato inizialmente con bolo e.v. di propafenone senza esito, ed è tornato spontaneamente a ritmo sinusale dopo circa 24 ore. La scomparsa dei sintomi è stata confermata da un elettrocardiogramma mentre un ecocardiogramma ha mostrato solo i segni di un modesto prolasso mitralico senza significato clinico.
Nelle banche dati di tossicologia risulta che i due principi attivi presenti nel medicinale oggetto di segnalazione possono causare ad alti dosaggi effetti a livello cardiaco. L’episodio di F.A. parossistica è probabilmente da attribuirsi ad un sovradosaggio di canfora e mentolo per via inalante.
L’assenza di patologie concomitanti e la scomparsa dei sintomi dopo sospensione della somministrazione del farmaco confermano l’imputabilità dell’ADR ai farmaci.

Commento della redazione
La canfora è una sostanza aromatica di odore penetrante estratta dal Cinnamomun Canfora, rapidamente assorbita dalla pelle e dai sistemi gastrointestinale e respiratorio e usata tradizionalmente per le proprietà analgesiche, antielmintiche, antifungine, antibatteriche, antinfiammatorie, diuretiche, espettoranti. L’intossicazione si manifesta inizialmente con sintomi gastrointestinali (nausea, vomito, dolori epigastrici) e neurologici (eccitazione, delirio, convulsioni). In una serie di 748 pazienti intossicati in seguito all’ingestione di una quantità di canfora da 700 a 6000 mg, l’incidenza di convulsioni è stata da 4 a 42%. Una modesta tachicardia è comune nei pazienti con stimolazione del SNC. In seguito può insorgere depressione del SNC caratterizzata da apnea e potenzialmente coma.
La dose letale è di 1g nei bambini e di 50-500 mg/kg negli adulti.
L’olio canforato (sospeso dal mercato UK e USA) conteneva il 20% di canfora e quindi 5ml contenevano 1g di canfora.
La canfora è disponibile in Italia per uso esterno come soluzione idroalcolica o oleosa al 10%. In associazione ad altre essenze o farmaci, è contenuta in unguenti e medicinali per via inalatoria, orale e rettale, la maggior parte senza obbligo di prescrizione medica. Il mentolo è un alcool ottenuto dagli oli volatili di varie specie di Menta. La sua azione anticongestionale nasale può essere dovuta ad un effetto inibitorio sui canali del calcio. In un piccolo studio clinico si è osservato che il mentolo ha un leggero effetto di cardioaccelerazione. I sintomi più comuni della intossicazione sono nausea, vomito, dolore addominale vertigini, atassia, sonnolenza e coma. Dopo somministrazione cronica è stata riportata fibrillazione striale idiopatica. La dose tossica nell’uomo non è conosciuta, nell’animale la LD50 è nel range di 2-3 grammi al giorno. La dose terapeutica è di 0,2-0,4 ml tre volte al giorno.
Il Vicks inalante contiene 415,4 mg di canfora e 415,4 mg di mentolo. Il foglio illustrativo consiglia di ripetere l’inalazione in ogni narice più volte al giorno e contemporaneamente avverte di non superare le dosi indicate senza consiglio del medico. Dal momento che i principi attivi non sono privi di tossicità, e che il medicinale è di automedicazione, sarebbe utile indicare chiaramente una quantità massima di inalazioni al giorno. Nel caso sopra descritto esiste la relazione temporale tra farmaco e reazione avversa, tuttavia non si possono escludere spiegazioni alternative quali:

  1. la notte insonne per il raffreddore (una notte insonne episodica fa brutti scherzi a chi non è abituato: documentate crisi ipertensive, aritmie etc.)
  2. lo Zirtec, magari assunto in dose doppia inavvertitamente o consciamente (nota la relazione tra antistaminici e allungamento del QT)
  3. altri fattori predisponenti le aritmie, come il prolasso mitralico.

Progetto EUDRAGENE: collaborazione europea per uno studio caso-controllo sulle basi genetiche delle reazioni avverse da farmaci

Sappiamo che uno stesso farmaco non è ugualmente efficace in tutti i pazienti e che alcuni manifestano reazioni avverse assenti o attenuate in altri. Questa variabilità individuale è parzialmente influenzata da fattori genetici, nel senso che un certo genotipo e/o espressione genica possono essere correlate ad alcune differenze nell’efficacia e nella tollerabilità dei farmaci. Alcune reazioni avverse nascono infatti da differenze nel patrimonio genetico degli individui che portano a modificazioni nella farmacocinetica e/o farmacodinamica. Per esempio un polimorfismo nel gene che codifica il citocromo CYP450-2D6 influenza il metabolismo di molti farmaci comunemente prescritti in circa il 6% delle popolazioni di origine europea.
Identificare gli individui sensibili attraverso test genetici può contribuire ad un uso più mirato e razionale dei farmaci e alla produzione di farmaci più sicuri. Inoltre é possibile che lo studio delle basi genetiche delle reazioni avverse da farmaci, porti alla conoscenza delle basi molecolari delle stesse anche quando abbiano una diversa eziologia, aprendo la strada a nuove possibilità terapeutiche. Ad esempio lo studio delle reazioni psicotiche da meflochina può identificare nuovi target molecolari per la terapia antipsicotica.
Su questi presupposti è stato avviato in Europa lo studio caso-controllo EUDRAGENE, che ha l’obiettivo di creare una risorsa liberamente condivisibile costituita da dati clinici e campioni di DNA provenienti da pazienti con reazioni avverse e da pazienti di controllo.
La raccolta riguarderà inizialmente alcune reazioni avverse gravi che hanno recentemente richiamato l’attenzione e limitato l’uso di alcuni farmaci, come l’agranulocitosi, l’allungamento del tratto QT, l’epatotossicità e la rabdomiolisi.
Il progetto è coordinato dalla Unità di Epidemiologia della London School of Hygiene and Tropical Medicine e vi partecipano nove paesi europei. Per l’Italia il coordinamento è affidato alla Unità di Farmacovigilanza del Centro Regionale Veneto di Informazione sul Farmaco, con sede a Verona. In ogni paese partecipante dopo approvazione dei comitati etici, i casi saranno identificati attraverso le segnalazioni di reazioni avverse inviate dai medici ai centri nazionali e/o regionali di farmacovigilanza; verrà eseguita la raccolta del campione di sangue che sarà inviato al centro coordinatore che gestirà il database e renderà i campioni di DNA liberamente disponibili ai ricercatori, in base a regole decise da tutti i centri partecipanti.
Nel sito www.eudragene.org sono indicati i dettagli del progetto e saranno regolarmente comunicati i risultati e gli studi in corso.

Paesi partecipanti
Inghilterra

Epidemiology Unit, London School of Hygiene and Tropical Medicine, London.

Irlanda

Department of Clinical Pharmacology Royal College of Surgeons in Ireland, Dublin.

Francia

Service de Pharmacologie Clinique Faculté de Médecine, Toulouse.

Germania

Dr. Margarete Fischer-Bosch Institute of Clinical Pharmacology, Stuttgart.

Olanda

Department of Epidemiology and Biostatistics Erasmus Medical Centre, Rotterdam.

Svezia

Department of Internal Medicine, Uppsala; Division of Clinical Pharmacology and Department of Medical Epidemiology, Stockholm.

Spagna

Institute of Pharmacoepidemiology, Valladolid and Department of Pharmacology and Psychiatry Medical School, Badajoz.

Italia

Unità di Farmacovigilanza del Centro Regionale del Veneto di Informazione sul Farmaco, Verona.

Austria

Department of Clinical Pharmacology, Vienna.

Belgio

Department of Physiology and Pharmacology, NAMUR.

Norvegia

Department of Clinical Pharmacology, Trondheim.

 

Redazione di Focus
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Direttore responsabile: G.P. Velo1 Comitato di redazione: V. Albanese2, O. Basadonna5, C. Bellantuono3, S. Belli3, F. Binetti2, D. Busetto3, A. Cocci2, A. Conforti1, O. Codella3, F. Del Zotti4, G. Dusi2, R. Fratton2, E. Ghiotto2, M. Giacomazzi5, S. Girotto4, F. Guerrini4, R. Leone1, I. Meneghelli1, N. Montanaro6, U. Moretti1, D. Motola6, F. Mozzo1, G. Pilastro2, M. Ragazzi2, D. Resi6, M. Venegoni3

1Unità Operativa di Farmacologia Medica, Azienda Ospedaliera e Università di Verona; 2Farmacisti ULSS od ospedalieri del Veneto, Trentino e Lombardia; 3Medici Ospedalieri; 4Medici di Medicina Generale; 5Assessorato alla Sanità, Regione Veneto; 6Centro Regionale di Valutazione e Informazione sui Farmaci (CReVIF), Dipartimento Farmacologia, Università di Bologna.

Regione Veneto, Assessorato alla Sanità - Provincia Autonoma di Trento - Centro Regionale sul Farmaco, Unità di Farmacovigilanza, WHO Reference Centre (Verona) - Centro Regionale di Farmacovigilanza della Lombardia - CReVIF, Dipartimento di Farmacologia,Università di Bologna


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