Natasha Irrera. Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università di Messina
Sulla rivista The Journal of Rheumatology, gli autori (1) hanno pubblicato uno studio che riporta alcuni casi di insorgenza di malattia infiammatoria cronica intestinale in pazienti affetti da artrite idiopatica giovanile trattati con etanercept.
L’Etanercept, un anti-TNF-alfa utilizzato nel trattamento dell’artrite idiopatica giovanile (juvenile idiopathic arthritis, JIA), ha mostrato effetti terapeutici nei pazienti non responsivi o intolleranti al metotrexato (2).
L’etanercept presenta un profilo di sicurezza accettabile nei pazienti pediatrici affetti da JIA. Gli effetti indesiderati più frequenti includono infezioni, reazioni locali e manifestazioni neuropsichiatriche.
Sono stati inoltre segnalati altri possibili effetti collaterali in seguito all’incrementato uso di etanercept, tra cui disordini linfoproliferativi (3), patologie autoimmuni ad esempio vasculite, lupus eritematoso sistemico, polmonite interstiziale (4) e sarcoidosi (5).
Nei pazienti affetti da artrite idiopatica giovanile (6-9) trattati con etanercept sono stati descritti 3 casi in Italia ed 8 in Francia di insorgenza di malattie infiammatorie intestinali (inflammatory bowel disease, IBD); lo stesso fenomeno è stato osservato anche in pazienti adulti affetti da artrite reumatoide (AR) e spondiloartrite (10,11).
In questo studio gli autori offrono una visione d’insieme dei casi di IBD in pazienti affetti da artrite idiopatica giovanile trattati con etanercept e riportati nei registri europei. Sono stati utilizzati i registri provenienti da Germania, Olanda, Italia, Finlandia e Danimarca dai quali sono stati selezionati 1651 pazienti tra il 1999 e il 2008. Nei pazienti affetti da JIA sottoposti a terapia con etanercept è stata stimata un’incidenza di IBD di 362/100.000 anni-paziente rispetto all’incidenza di 8,3/100.000 riportata da Sawczenko et al. (12).
Sono stati individuati 13 pazienti con diagnosi di insorgenza di IBD in seguito alla terapia con etanercept, di questi 9 hanno sviluppato la malattia di Crohn, 3 la colite ulcerosa ed 1 IBD non determinata. Tutti i pazienti hanno manifestato dolori addominali con diarrea cronica, ad eccezione di uno che ha sviluppato un eritema nodoso. Inoltre, in tutti i pazienti erano state escluse le cause infettive per l’insorgenza dei sintomi intestinali.
L’età media dei pazienti in cui si osservava la comparsa di tali patologie era di 12 anni. Tra l’inizio della terapia con etanercept e la comparsa dei sintomi intercorrevano in media dai 9 giorni ai 4,5 anni. In molti casi dopo la comparsa dei sintomi veniva interrotta la terapia con l’etanercept immediatamente o in seguito (fino a 7 mesi dopo l’insorgenza dei sintomi).
Non è stato però accertato se la IBD fosse regredita a seguito dell’interruzione della terapia con etanercept poiché nella maggioranza dei casi il paziente iniziava altre terapie (ad es. infliximab).
Questo studio dimostra che dopo l’esclusione delle cause infettive, il reumatologo pediatrico dovrebbe considerare la possibilità dell’insorgenza di IBD specialmente se il paziente è stato sottoposto ad una terapia con etanercept. Quindi, gli autori consigliano di interrompere la terapia quando si verificano disturbi gastrointestinali gravi ed eventualmente utilizzare infliximab o adalimumab come possibile strategia terapeutica.
Bibliografia