Pediatria
Sezione di Farmacovigilanza per il Pediatra
A cura di Domenica Altavilla e Letteria Minutoli
Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Messina

Trattamento delle infezioni da Chlamydia trachomatis durante la gravidanza

A cura di Daniela Crupi. Dipartimento Clinico Sperimentale di Medicina e Farmacologia. Università di Messina

Sulla rivista Prescrire (1) è stato pubblicato un articolo che ha focalizzato l’attenzione sul trattamento della Chlamydia trachomatis durante la gravidanza. Di seguito si riporta una sintesi dell’articolo.

La Chlamydia Trachomatis (C.T.) non fa parte della normale flora dell’apparato genitale femminile. L’infezione a livello della cervice, anche quando è asintomatica, è stata correlata alla rottura prematura della membrana, al parto prematuro, ad ipotrofia fetale e a morte intrauterina (2).
Tuttavia, alla luce dei risultati contrastanti degli studi, il ruolo dell’infezione da C.T. rimane controverso.
In caso di infezione materna, il patogeno può essere trasmesso al neonato durante il parto, a volte causando congiuntivite o polmonite neonatale.
Generalmente, l’inizio della polmonite neonatale da C.T. si verifica tra 15 giorni e 15 settimane di vita, con attacchi di tosse secca ma senza vomito. Molti bambini lentamente migliorano e recuperano spontaneamente in 4-6 settimane.

Quando una donna in gravidanza sviluppa questo tipo di infezione in maniera sintomatica, l’amoxicillina è l’antibiotico di prima scelta.
In 3 trial, che includevano 199 donne in gravidanza, l’amoxicillina (500 mg 3 volte al dì per 7 giorni) ha eradicato l’infezione nel 91,5% dei casi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organization, WHO) dichiara che l’azitromicina è generalmente raccomandata per le donne in gravidanza, per i dati riportati sulla sua sicurezza e la buona aderenza al trattamento. Il WHO sottolinea anche che gli studi sulle donne in gravidanza esposte a questo antibiotico erano troppo piccoli per rilevare rari effetti avversi.

Uno studio randomizzato in doppio cieco ha confrontato il trattamento con eritromicina versus la non esposizione in 414 donne con infezione asintomatica durante la seconda metà della gravidanza (3). L’eritromicina non ha avuto un impatto statisticamente significativo sulle complicazioni della gravidanza o sulle infezioni neonatali.
Vari studi di coorte hanno prodotto risultati contrastanti e il beneficio della diagnosi e del trattamento dell’infezione asintomatica non è stato chiaramente stabilito.
Uno studio randomizzato molto ampio ha dimostrato che la somministrazione di antibiotici (eritromicina o amoxi-clavulanico) di routine per prevenire il parto prematuro aumentava il rischio di paralisi cerebrale nei bambini esposti in utero.

Bibliografia

  1. Prescrire International 2011; 20: 302.
  2. Paavonen J, Eggert-Kruse W. Chlamydia trachomatis: impact on human reproduction. Hum Reprod Update 1999; 5: 433-447.
  3. Martin DH, et al. Double-blind placebo-controlled treatment trial of chlamydia trachomatis endocervical infections in pregnant women. Infect Dis Obstet Gynecol 1997; 5: 10-7.

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