Reazioni cutanee da farmaci
A cura di Fabio Ayala, Nadia Della Cioppa, Luigia Panariello, Lucia Gallo, Università di Napoli Federico II.

PEMFIGO E FARMACI

TIPO DI LESIONE

Il termine pemfigo è utilizzato per descrivere un gruppo di malattie bollose autoimmuni caratterizzate dalla perdita di coesione tra le cellule dell'epidermide (cheratinociti). Si distinguono due gruppi di pemfigo in base alla sede in cui avviene il distacco tra le cellule. Nelle forme di pemfigo profondo (es. pemfigo volgare), le cellule dell'epidermide si distaccano a livello dello strato spinoso, nel pemfigo superficiale (pemfigo eritematoso e foliaceo) il distacco delle cellule avviene a livello dello strato granuloso, situato più esternamente.

DESCRIZIONE

Dal punto di vista clinico, il pemfigo indotto da farmaci rassomiglia alla forma autoimmune (nella maggior parte dei casi assume l'aspetto di un pemfigo superficiale), meno frequentemente ad un pemfigo volgare. Le mucose sono coinvolte nel 50% dei casi.
Nella variante superficiale non sono visibili vere bolle, ma l'aspetto tipico è quello di chiazze eritematose ricoperte da croste, talvolta pruriginose, localizzate principalmente al volto e al tronco (Figg. 1-3).
Nella variante profonda sono presenti vere bolle, flaccide, che si rompono facilmente e lasciano un'area di epidermide scollata ai margini. Esse possono localizzarsi su tutta la superficie corporea ma soprattutto in aree sottoposte a frizione, quali ascelle, regioni inguino-crurali ed ano-genitale. Le erosioni del cavo orale sono più spesso presenti.
La maggior parte dei pazienti presenta un basso titolo di anticorpi circolanti diretti contro antigeni di superficie delle cellule dell'epidermide.

FARMACI RESPONSABILI

I farmaci più frequentemente responsabili di pemfigo sono: citochine (interferone α, interferone β, interleuchina 2), pirazolonici e altri antinfiammatori non steroidei (fenilbutazone, oxifenilbutazone, azapropazone, aminofenazone, noramidopirina, aminopirina, acido acetilsalicilico, piroxicam, diclofenac), antibiotici (penicillina e derivati, cefalosporine, rifampicina), β-bloccanti (propranololo), ACE-inibitori (captopril, enalapril, fosinopril), ormoni (progesterone), calcio-antagonisti (nifedipina), retinoidi (isotretinoina), immunomodulatori (imiquimod).

MECCANISMO PATOGENETICO

Circa l'80% dei farmaci responsabili di pemfigo presenta un gruppo tiolico, ponti disolfuro o un anello contenente un atomo di zolfo nella struttura molecolare. Ciò li rende simili per alcuni aspetti ad aminoacidi-chiave (cisteina, cistina) coinvolti nel processo della cheratogenesi.
Queste molecole molto probabilmente esercitano effetti biochimici tali da indurre sia direttamente un'acantolisi, sia un'alterazione delle caratteristiche antigeniche delle proteine epidermiche e di conseguenza l'elicitazione di una risposta immunitaria.
Secondo studi recenti, in soggetti geneticamente predisposti, l'acantolisi indotta dai fenoli dipenderebbe dall'induzione di interleuchina-1α (IL-1α) e tumor necrosis factor-α (TNF-α), rilasciati dai cheratinociti. Queste citochine sono coinvolte nella regolazione e nella sintesi del complemento e di proteasi come l'attivatore del plasminogeno, che sono implicati nella patogenesi dell'acantolisi.
È stato dimostrato che il meccanismo patogenetico operante nel pemfigo farmaco-indotto può essere di tipo biochimico (acantolisi biochimica), per interferenza su strutture o attività enzimatiche della membrana dei cheratinociti o di tipo immunologico (acantolisi immunologica), per interferenze più o meno complesse del farmaco inducente sull’omeostasi immunitaria.

FREQUENZA

Le manifestazioni cliniche di pemfigo seguenti all'assunzione di farmaci sono poco frequenti rispetto alla forma classica, apparentemente spontanea, autoimmune.
Altre malattie bollose, definite pemfigoidi per la loro rassomiglianza clinica con il pemfigo volgare, possono insorgere in seguito all'assunzione di farmaci.

DIAGNOSI

La diagnosi di pemfigo si effettua, oltre che clinicamente, mediante esame citologico, mediante esame istologico, che evidenzia la tipica acantolisi, e con immunofluorescenza diretta o indiretta di un frammento bioptico di cute peribollosa.

CONSIGLI TERAPEUTICI

A differenza del pemfigo classico, molto spesso quello indotto da farmaci risolve spontaneamente in alcuni mesi dopo la sospensione del farmaco, associata talora a corticoterapia generale a dosi medie per brevi periodi.

 


Figura 1. Cortesia del Prof. V. Ruocco


Figura 2. Cortesia del Prof. V. Ruocco


Figura 3. Cortesia del Prof. V. Ruocco


BIBLIOGRAFIA

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