Safety nei trial clinici
Gianluca Trifirò, Università di Messina

Vitamine antiossidanti per la prevenzione di un secondo tumore primitivo nei pazienti affetti da tumori di testa e collo. Dati di safety da un trial clinico.
(Gianluca Trifirò, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia dell’Università di Messina)

Titolo del trial:
Un trial randomizzato sulle vitamine antiossidanti per la prevenzione di un secondo tumore primitivo nei pazienti affetti da cancro della testa e del collo.

(Titolo originale: A randomized trial of antioxidant vitamins to prevent second primary cancers in head and neck cancer patients.
Autori: Bairati I, Meyer F, Gelinas M, Fortin A, Nabib A, Brochet F, Merchier J-P, Tetu B, Harel F, Masse B, Vigneault E, Vass S, del vecchio P, Roy J.
Rivista: Journal of the National Cancer Institute 2005; 97:481-488.
Sponsor: Nessuno)

Sebbene una scarsa assunzione di antiossidanti con la dieta alimentare sia stata associata ad un più alto rischio di tumore (soprattutto di quelli di natura epidermoidale), i trial clinici che hanno testato l’utilizzo di antiossidanti per la prevenzione del cancro a partire dagli anni ’80 hanno riportato risultati contrastanti. I carcinomi a cellule squamose di cavità orale, faringe e laringe (che rientrano tra i tumori di testa e collo) costituiscono il 3-4% di tutti i tumori che ogni anno sono diagnosticati in Canada. In particolare, il 40-50% di tali tumori sono diagnosticati allo stadio I e II con una percentuale di sopravvivenza a 5 anni che va dal 60% al 90% in base alla sede del tumore. I risultati benefici dei trattamenti, tuttavia, possono essere inficiati dall’insorgenza di un secondo tumore primitivo che si verifica nel 15-20% di questi pazienti nei primi 5 anni a partire dalla diagnosi.
Alla luce di tali evidenze, scopo di questo studio è stato quello di valutare se supplementi di 2 vitamine antiossidanti (alfa-tocoferolo 400 UI/die e beta-carotene 30mg/die) possano prevenire l’insorgenza di un secondo tumore primitivo nei pazienti affetti da cancro di testa e collo. Per far ciò è stato condotto un trial clinico multicentrico, randomizzato, placebo-controllato ed in doppio-cieco, nel quale sono stati arruolati 540 pazienti con tumore di testa e collo allo stadio I o II e trattati con radioterapia tra il 1994 ed il 2000. Supplementi delle 2 vitamine, od in alternativa placebo, sono stati somministrati dal primo giorno di radioterapia fino a 3 anni dalla fine del ciclo radioterapico. Nel corso del trial 156 pazienti interrompevano il trattamento con beta-carotene per motivi etici, mentre i restanti pazienti continuavano a ricevere alfa-tocoferolo o placebo.
Dopo un follow-up medio di 52 mesi, un secondo tumore primitivo o una ricorrenza del primo tumore è stata diagnosticata in 113 e 119 pazienti, rispettivamente. L’effetto dei supplementi vitaminici sull’incidenza di tali eventi variava col tempo: i pazienti trattati con alfa-tocoferolo (Hazard Ratio: 2.88, 95% CI: 1.56-5.31) hanno presentato un più alto tasso di secondo tumore primitivo rispetto al placebo durante il periodo in cui ricevevano il trattamento, mentre il tasso è risultato più basso del placebo dopo la sospensione del trattamento (0.41, 0.16-1.03). La percentuale di pazienti, nei quali non è insorto dopo 8 anni di follow-up un secondo tumore primitivo, è stata simile nei bracci trattati con placebo e -tocoferolo.

Eventi avversi
Complessivamente, effetti avversi di variabile entità clinica si sono verificati in 62 casi su 273 (22.7%) nel braccio dei pazienti che ricevevano alfa-tocoferolo e beta-carotene, ed in 32 pazienti su 267 (12.0%) nel gruppo placebo.
Gli eventi avversi più frequentemente riportati per i pazienti trattati con i supplementi vitaminici sono stati gli eventi avversi gastrointestinali (50.0% del totale) e le discromie cutanee (30.6%), e gli eventi gastrointestinali (71.9%) per quelli che ricevevano placebo.
Durante l’intera durata del trial non si è verificata alcuna reazione avversa che ha messo in pericolo la vita del paziente in nessuno dei bracci, mentre soltanto una reazione (dolore addominale), a carico di un paziente del gruppo placebo, è stata classificata come grave.


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