Safety nei trial clinici
Gianluca Trifirò, Università di Messina

Interazione tra tadalafil e gli alfa-bloccanti, doxazosina e tamsulosina. Dati di safety da trial clinici.
(Gianluca Trifirò, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia dell’Università di Messina)

Titolo del trial:
Interazione tra l’inibitore della fosfodiesterasi 5, tadalafil, e 2 alfa-bloccanti, doxazosina e tamsulosina, in pazienti sani e normotesi.

Titolo originale: Interaction between the phosphodiesterase 5 inhibitor, tadalafil and 2 alpha-blockers, doxazosin and tamsulosin in healthy normotensive men.
Autori: Kloner RA et al
Rivista: J Urol 2004; 172:1935-40.
Sponsor: Lilly ICOS LLC

Gli inibitori delle fosfodiesterasi 5 (PDE5), che includono sildenafil, tadalafil e verdenafil, sono utilizzati efficacemente per via orale nel trattamento della disfunzione erettile (DE). L’inibizione della PDE5 localizzata a livello delle cellule muscolari lisce di arterie e vene determina, infatti, miorilassamento e, come conseguenza, vasodilatazione. Dall’altro lato, però, molti clinici mettono in guardia sul rischio di ipotensione da interazione emodinamica che potrebbe seguire la contemporanea somministrazione di tali farmaci con altri vasodilatatori. Tale preoccupazione è giustificata anche dal fatto che gli uomini affetti da disfunzione erettile presentano anche un’alta incidenza di eventi cardiovascolari e fanno ricorso, per tale ragione, a famaci con azione ipotensiva. Precedenti studi clinici hanno mostrato che, quando somministrati contemporaneamente ad anti-ipertensivi, gli inibitori della PDE5 hanno stessa efficacia e simile rischio di eventi avversi che si presentano quando essi sono utilizzati da soli nel trattamento della DE. Tuttavia, nella scheda tecnica del sildenafil è stata inserita recentemente una avvertenza sul rischio di ipotensione ortostatica, conseguente alla contemporanea somministrazione del farmaco con alfa-bloccanti. Simile rischio era già stato descritto e riportato nella scheda tecnica del verdenafil. Alla luce di ciò, scopo dei 2 presenti studi in doppio cieco, randomizzati e placebo-controllati è stato quello di valutare le potenziali interazioni emodinamiche tra tadalafil (che ha un’emivita di 17,5 ore, pari a più di 4 volte quella di sildenafil e verdenafil) e gli alfa1-bloccanti, doxazosina e tamsulosina, somministrati per il trattamento di ipertrofia prostatica benigna e/o di ipertensione.
In particolare, in uno studio sono stati confrontati pazienti trattati per almeno una settimana con doxazosina (8 mg/die) e tadalafil (20 mg/die) rispetto a quelli trattati con doxazosina e placebo; nell’altro, pazienti trattati per almeno una settimana con tamsulosina (0.4 mg/die) e tadalafil (10 e 20 mg/die) venivano confrontati con pazienti che assumevano tamsulosina e placebo.
In tutti i pazienti (18 in ogni studio) veniva misurata la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca prima di iniziare il trattamento e nelle 24 ore successive allo stesso.

Risultati
Tadalafil (20 mg) ha aumentato l’effetto ipotensivo della doxazosina, producendo una riduzione della pressione arteriosa sistolica, significativamente più elevata del placebo (differenza media 9.8 mm/Hg). Non sono state riportate simili differenze, invece, tra i pazienti trattati con tamsulosina e tadalafil (10 e 20 mg) rispetto al placebo.

Eventi avversi

Doxazosina
I seguenti eventi avversi sono insorti in 2 o più soggetti trattati con doxazosina e tadalafil: lombalgia (6 casi), cefalea (4), sonnolenza (4), capogiri (3) e mialgia (2). Un episodio di vertigine ed uno di capogiri sono stati definiti come eventi gravi.
Cefalea (5) e sonnolenza (5) sono stati frequentemente riportati anche nei pazienti trattati con doxazosina e placebo.
Non vi era evidenza di associazione tra riduzione clinicamente significativa della pressione arteriosa ed insorgenza degli eventi avversi.

Tamsulosina
I seguenti eventi avversi sono insorti in 2 o più soggetti trattati con tamsulosina e tadalafil: mialgia (4 casi: 3 in soggetti trattati con tadalafil 20 mg; 1 con tadalafil 10 mg).
Nessun evento avverso è stato definito grave e nessun evento avverso è stato riportato nel gruppo trattato con tamsulosina e placebo.


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