Valdecoxib nel trattamento della lombalgia cronica. Dati di safety da un trial clinico.
(Gianluca Trifirò, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia dell’Università di Messina)
Titolo del trial:
Effetti del valdecoxib nel trattamento del mal di schiena cronico: Risultati di uno studio randomizzato controllato
Titolo originale: Effects of valdecoxib in the treatment of chronic low back pain: results of a randomized, placebo-controlled trial.
Autori: Coats TL et al.
Rivista: Clinical Therapeutics 2004;26:1249-1260
Sponsor: Pfizer
NB. Il valdecoxib è stato ritirato dal commercio.
La perdita di produttività dovuta al mal di schiena è stata stimata essere pari a 28 miliardi di dollari per anno negli USA, dove, soltanto nel 1998, più di 15 milioni di visite ambulatoriali erano dovute a lombalgia. In genere, in circa il 10% dei pazienti affetti da mal di schiena, il dolore persiste per più di 6 settimane, e nel 5% di tali pazienti, il dolore diventa cronico (> 3 mesi). Nelle forme con grave sintomatologia dolorosa si prescrivono anche oppioidi. Tuttavia, i medici sono riluttanti a prescrivere per lunghi periodi tali farmaci poiché essi sono gravati da eventi avversi seri, quali stipsi, sedazione, depressione respiratoria. Per tale ragione, i FANS tradizionali sono i farmaci più frequentemente prescritti per questa indicazione, sebbene anche essi siano associati all’insorgenza di eventi avversi che vanno da moderata gastralgia a sanguinamento gastrointestinale ed ulcere, che limitano fortemente la loro efficacia terapeutica. I coxib, in virtù della loro azione inibitoria selettiva (a dosi terapeutiche) sulla COX 2, presentano una migliore tollerabilità a livello gastrointestinale rispetto ai FANS tradizionali. Tuttavia pochi dati di efficacia e sicurezza sono disponibili ad oggi sui coxib, quando utilizzati nel trattamento della lombalgia cronica. Alcuni studi hanno mostrato una superiore efficacia e tollerabilità del valdecoxib a confronto del placebo o di alcuni FANS tradizionali nel trattamento del dolore acuto post-operatorio.
Scopo del presente studio multicentrico (37 centri negli USA e 5 in Canada), randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo è stato, pertanto, quello di valutare l’efficacia terapeutica e la tollerabilità di valdecoxib (40 mg/die) nel trattamento del mal di schiena cronico.
Sono stati arruolati nello studio 291 pazienti > 18 anni ed affetti da lombalgia cronica, tale da richiedere la somministrazione di analgesici. Tali soggetti sono stati assegnati a random a due coorti: valdecoxib 40 mg/die o placebo, per un periodo complessivo di trattamento di 4 settimane.
Alla fine dello studio con valdecoxib (ma non con placebo) venivano raggiunti miglioramenti statisticamente significativi rispetto ai valori basali, nell’intensità del dolore (misurata tramite la scala VAS) e nel livello di inabilità a svolgere le attività della vita quotidiana, attribuibile al dolore, e valutato tramite il Roland Morris Disability Questionnaire. Il tasso di sospensione di trattamento per mancanza di efficacia è stato del 5% nel gruppo trattato con valdecoxib e dell’11% nel gruppo placebo.
Eventi avversi
Dei 291 pazienti dello studio, 87 (30%) riportavano almeno un evento avverso (ADE) nel corso della terapia. La maggior parte di questi ADE (77/87, 89%) era di grado lieve o moderato, mentre soltanto 10 venivano classificati come eventi di grado severo: 5 casi nel gruppo valdecoxib ( nuova esacerbazione del dolore, cefalea, flatulenza, artralgia ed anoressia) e 5 nel gruppo placebo (cefalea, flatulenza, dolore addominale, tic e bronchite).
Una percentuale significativamente superiore di pazienti trattati con valdecoxib (52/148, 35%) sperimentava almeno un ADE rispetto al gruppo placebo (35/143, 25%), anche se non veniva riportata alcuna differenza significativa nell’incidenza di uno specifico ADE. Inoltre, 3 pazienti trattati con valdecoxib ed 1 del gruppo placebo interrompevano la terapia a causa dell’insorgenza di un ADE. Dopo 2 settimane di trattamento nel gruppo di pazienti trattati con valdecoxib si registrava un aumento significativo del peso corporeo rispetto ai valori basali, seppur definito come transitorio e non clinicamente rilevante. Per quanto riguarda gli eventi avversi a livello cardiovascolare o renale, un caso di aumento della creatininemia ed uno di tachicardia venivano riportatati rispettivamente nel gruppo trattato con valdecoxib e nel gruppo placebo.
In questo studio non sono state riportate reazioni avverse a livello di cute ed annessi (reazioni che hanno portato recentemente al ritiro del valdecoxib).