Safety nei trial clinici
Gianluca Trifirò, Università di Messina

Impiego di claritromicina a breve termine nei pazienti con cardiopatia ischemica stabile. Dati di safety da un trial clinico.
(Gianluca Trifirò, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia dell’Università di Messina)

Titolo del trial:
Un trial multicentrico randomizzato placebo-controllato per valutare la claritromicina a breve termine nei pazienti con coronaropatia stabile.

Titolo originale: Randomised placebo controlled multicentre trial to assess short term clarithromycin for patients with stable coronary heart disease: CLARICOR trial
Autori: Jespersen CM et al.
Rivista: BMJ 2005 Dec 8; [Epub ahead of print]
Sponsor: non-profit funds (Danish Heart Foundation, Copenhagen Hospital Corporation, Danish Research Council, 1991 Pharmacy Foundation).

Se da un lato i processi infiammatori potrebbero avere un ruolo determinante nell’insorgenza di coronaropatie, dall’altro si sa che le infezioni potrebbero promuovere l’aterosclerosi e le sindromi coronariche acute. In particolare, alcuni studi hanno riportato che la Chlamydia pneumoniae è presente nel tessuto aterosclerotico. Gli antibiotici macrolidi sono farmaci con attività anti-infiammatoria che eradicano la Chlamydia pneumoniae dalle placche aterosclerotiche. Due piccoli trial hanno mostrato effetti benefici significativi dei macrolidi sulla morbidità cardiovascolare nei pazienti con sindrome coronarica acuta. A questi studi sono seguiti una serie di trial randomizzati che hanno riportato, invece, evidenze contrastanti sull’effetto di tali antibiotici sulla mortalità.
Sulla base di tali premesse, è stato condotto lo studio CLARICOR, un trial multicentrico, randomizzato, in doppio-cieco e placebo-controllato, che era finalizzato a valutare l’effetto della claritromicina sulla morbidità e sulla mortalità cardiovascolare in pazienti affetti da coronaropatia stabile. Setting dello studio sono stati 5 dipartimenti di cardiologia a Copenaghen dove sono stati identificati 13.702 pazienti di età compresa tra 18 e 85 anni che avevano avuto una diagnosi di infarto del miocardio o angina pectoris alla dimissione ospedaliera negli anni 1993-1999 e che erano ancora vivi al momento dello studio. Tali pazienti sono stati contattati telefonicamente e, dopo avere ricevuto da parte di 4.373 pazienti un consenso informato a partecipare allo studio, questi ultimi sono stati assegnati per randomizzazione a ricevere un trattamento con claritromicina (500 mg/die) o placebo per 2 settimane. Outcome primari dello studio (identificati consultando i registri di mortalità ed ospedalieri danesi) sono stati: mortalità da tutte le cause, infarto del miocardio, o angina instabile nel corso di 3 anni di follow-up successivi al trattamento.

Risultati
Il 90,0% ed il 93,7% dei pazienti trattati con claritromicina e placebo, rispettivamente, completavano tutto il ciclo di trattamento.
Mortalità cardiovascolare, infarto del miocardio, eventi cerebrovascolari o arteriopatia periferica, valutati insieme come unico outcome, risultavano significativamente più frequenti tra i pazienti del braccio di trattamento con claritromicina rispetto al placebo (16,2% versus 13,7%. RR: 1,20; IC95%:1,02-1,39).
La mortalità da tutte le cause era significativamente più elevata nei pazienti trattati con claritromicina rispetto al placebo (1,27; 1,03-1,54), come risultato di una mortalità cardiovascolare significativamente più alta (1,45; 1,09-1,92).
Tuttavia, dopo avere aggiustato l’analisi per una serie di fattori di rischio (età, sesso, pregresso infarto del miocardio, fumo di sigaretta) soltanto il rischio di mortalità cardiovascolare continuava ad essere significativamente più alto nel gruppo della claritromicina rispetto al placebo (1,38; 1,03-1,85).

Eventi avversi
Nel corso del follow-up, un numero significativamente più alto di pazienti trattati con claritromicina riportava almeno un evento avverso, rispetto al placebo: 851 pazienti (39,5%) trattati con claritromicina verso 547 (25,1%) del gruppo placebo.
Non sono stati descritti nello studio quali eventi avversi si erano verificati con maggiore frequenza.
E’ esclusivamente riportato che durante il primo mese dello studio, 19 pazienti trattati con claritromicina e 13 del gruppo placebo venivano ricoverati in ospedale a causa di dolori addominali, mentre 2 e 4 pazienti, rispettivamente trattati con claritromicina e placebo, morivano per cause cardiovascolari.


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