Safety nei trial clinici
Gianluca Trifirò, Università di Messina

La clorpromazina nella terapia della schizofrenia: revisione sistematica di trial clinici randomizzati controllati
(Marianna Alacqua e Gianluca Trifirò, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia dell’Università di Messina)

Titolo del trial:
La Clorpromazina per la cura della schizofrenia: una review sistematica del Cochrane group di 50 anni di trial clinici randomizzati controllati

Titolo originale: Chlorpromazine for schizophrenia: a Cochrane systematic review of 50 years of randomized controlled trials.
Autori: Adams CE et al.
Rivista: BMC Medicine
Sponsor: nessuno

Stime ufficiali riportano che attualmente 24 milioni di persone soffrono di schizofrenia nel mondo e la maggior parte di esse vivono in paesi sottosviluppati. Nonostante i ben noti eventi avversi e l’avvento della nuova generazione di antipsicotici, la clorpromazina rimane uno dei farmaci più utilizzati e meno costosi per il trattamento della schizofrenia. In Africa, la clorpromazina è molto utilizzata, così come in India. Nel sud-est asiatico la vecchia generazione di antipsicotici è utilizzata nel trattamento della maggior parte dei pazienti affetti da schizofrenia. Nel 2003 nel Regno Unito, dove al momento gli antipsicotici tipici rappresentano il 44% di tutte le prescrizioni, la clorpromazina è stata la molecola più prescritta tra quelle di prima generazione.
Alla luce del ruolo che questa molecola riveste nel trattamento della schizofrenia, gli autori di questo studio hanno realizzato una revisione di trial clinici allo scopo di valutare l’efficacia ed il profilo di sicurezza della clorpromazina nel trattamento della schizofrenia rispetto al placebo.

Risultati
Sono stati inclusi nello studio 50 trial clinici randomizzati (RCTs), pubblicati tra il 1955 ed il 2000, con una popolazione complessiva di 5.276 persone assegnate per randomizzazione alla clorpromazina (qualunque dose e via di somministrazione) o al placebo. Gran parte di questi studi aveva una durata di 6 o 12 settimane, anche se vi è un ampio range (da 24 ore a 3 anni).
Una meta-analisi di questi trials ha mostrato che, nell’arco dei primi 6 mesi di terapia, la clorpromazina è associata ad un miglioramento globale (Rischio Relativo di nessun miglioramento globale = 0,8; Intervallo di Confidenza = 0,7-0,9) dei pazienti affetti da schizofrenia, benché una risposta considerevole sia stata riportata anche nel placebo. I soggetti trattati con clorpromazina presentavano una minore tendenza ad abbandonare il trial rispetto a placebo, sia a breve (RR = 0,7; IC = 0,5-1,1) che medio termine (RR = 0,8; IC = 0,6-1,1).

Eventi Avversi
La clorpromazina determina diverse reazioni avverse.
La terapia con tale antipsicotico è associata ad un aumentato rischio di sedazione (RR = 2,3; IC = 1,7-3,1) e può causare anche una maggior incidenza di aumento di peso (RR = 4,44; IC = 2,1-9,3) rispetto al placebo.
Le manifestazioni extrapiramidali sono comuni e includono le distonie acute (RR = 3,1; IC: 1,3-7,7) e parkinsonismo (RR = 2,6; IC=1,2-5,4). I dati di questa review sulle manifestazioni extrapiramidali croniche come la discinesia tardiva, comunque, non sono conclusivi poiché richiedono tempi più lunghi di follow-up rispetto a quelli dei trial inclusi nella review.
Inoltre, ogni 7 persone in trattamento con clorpromazina, 1 manifestava una reazione di fotosensibilità (RR = 5,2; IC = 3,0-10,0).
Altri eventi frequentemente riportati nel corso della terapia con clorpromazina sono stati:

Non vi erano significative differenze tra il gruppo di pazienti in trattamento con clorpromazina e il gruppo di controllo nella frequenza di eventi anticolinergici (costipazione, ritenzione urinaria e visione offuscata). Non vi sono stati casi di decesso nel corso dei vari trial


Safety nei trial cliniciSafety nei trial clinici