Safety nei trial clinici
Gianluca Trifirò, Università di Messina

Effetti di Rosuvastatina sulla progressione dello spessore della placca carotidea in pazienti a basso rischio cardiovascolare. Dati di Safety da un trial clinico, randomizzato, in doppio cieco

(Marianna Alacqua, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia dell’Università di Messina)

Titolo del trial: Effetti di Rosuvastatina sulla progressione dello spessore della placca carotidea in pazienti a basso rischio con aterosclerosi subclinica. Il METEOR trial
Titolo originale: Effect of rosuvastatin on progression of carotid intima-media thickness in low-risk individuals with subclinical atherosclerosis: the METEOR Trial.
Autori: Crouse JR 3rd et al
Rivista: JAMA. 2007; 297: 1344-53
Sponsor: AstraZeneca

Un numero notevole di studi ha evidenziato come la terapia antidislipidemica abbia ridotto l’incidenza di eventi cardiovascolari e che una diminuzione di 1.0-mmol/L (30.7 mg/dL) della frazione LDL del colesterolo porti ad una contemporanea riduzione del 19% della mortalità per eventi coronarici. Inoltre, è stato anche provato che il trattamento con statine, associato a modifiche nello stile di vita, può determinare un rallentamento (se non una regressione totale) del processo aterosclerotico.
Tuttavia, tali studi sono stati condotti su popolazioni ad alto rischio e con elevati livelli di colesterolo o in pazienti con preesistenti patologie cardiovascolari.
La rosuvastatina si è dimostrata efficace non solo nell’abbassare i livelli di colesterolo LDL, ma anche nell’aumentare i livelli di colesterolo HDL e nel ridurre colesterolemia totale e trigliceridemia.
Il METEOR è uno studio randomizzato, in doppio ceco e placebo-controllato che è stato disegnato allo scopo di valutare l’effetto rosuvastatina (40 mg) sullo spessore dell’intima-media carotidea nel corso di due anni di trattamento in soggetti adulti con basso Framingham Risk Score ed aterosclerosi subclinica. A tal fine, sono stati arruolati 984 soggetti, che avevano come fattore di rischio coronarico l’età (in media: 57 anni) o un rischio a 10 anni minore del 10% od un modesto spessore medio-intimale carotideo (1.2-<3.5 mm) ed elevati livelli di colesterolo LDL (media 154 mg/dL). Tale studio è stato condotto in 64 centri localizzati negli Stati Uniti ed in Europa, tra l’Agosto 2002 ed il Maggio 2006.

Risultati
Tra i pazienti trattati con rosuvastatina, i livelli medi di LDL colesterolo passavano da 155 mg/dL (DS: 24.1) al baseline, a 78 mg/dL (27.5), alla fine dello studio. Tale riduzione (in media del 49%) era significativamente (P< 0.001) maggiore rispetto al placebo. La modifica del massimo spessore medio-intimale a livello carotideo era di -0.0014 (IC 95%, -0.0041 a 0.0014) mm/anno per il gruppo in trattamento con rosuvastatina vs 0.0131 (IC 95%, 0.0087-0.0174) mm/anno per il gruppo con placebo (P< 0.001).

Eventi Avversi
La frequenza di reazioni avverse è stata simile tra i gruppi di trattamento. La mialgia è stato l’evento verificatosi più frequentemente nel corso dello studio (12.7% nel gruppo in trattamento con rosuvastatina e 12.1% nel gruppo con placebo). Eventi avversi severi cardiovascolari sono stati poco frequenti: 6 soggetti [0.86%] hanno manifestato 8 eventi [1.1%] nel gruppo con rosuvastatina vs 0% nel gruppo con placebo. Si è verificato un decesso di un uomo di 62 anni nel gruppo in trattamento con rosuvastatina. Tuttavia, la causa di morte, classificata come malattia di Creutzfeldt-Jacob, non è stata attribuita al trattamento.
Per quanto riguarda gli eventi ischemici cardiovascolari, 6 pazienti trattati con rosuvastatina (0.86%) hanno manifestato eventi cardiovascolari acuti durante i due anni dello studio: 3 pazienti con angina pectoris, 2 con sindrome coronarica acuta, 1 con infarto del miocardio. Nessuno di questi eventi è stato considerato correlato al trattamento. Non si sono verificati casi di epatite, rabdomiolisi o insufficienza renale.
L’elevazione delle ALT >3 volte rispetto al limite superiore (rilevata in 2 misurazioni consecutive) si è verificata in 4 soggetti (0.6%) nel gruppo con rosuvastatina ed in 1 nel gruppo con placebo. In 3 pazienti (1 nel gruppo con rosuvastatina e 2 nel gruppo con placebo) si è manifestato un aumento del CPK di 10 volte il limite superiore (3059 U/L) che successivamente è rientrato nel range dei valori normali. La frequenza di proteinuria alla visita conclusiva è stata bassa (0.3% dei pazienti nel gruppo con rosuvastatina vs 0.4% dei pazienti con placebo). Si è verificata una diminuzione nel tasso di filtrazione glomerulare in entrambi i gruppi alla fine dello studio rispetto ai valori di baseline (-3.82 mL/min per 1.73 m2 nel gruppo con rosuvastatina e -4.47 mL/min per 1.73 m2 per il gruppo con placebo). In totale, la frequenza di reazioni avverse renali era bassa e simile per entrambi i gruppi.


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